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<< Case militari: intervista al
Cocer Luca Tartaglione >>
Roma –
Da ieri
la stampa si sta occupando di CASE MILITARI
occupate da MILITARI “senza titolo” e da
relativo filone di indagine avviate dalle
procure militari di La Spezia e Torino (vedi
http://www.metronews.it/ edizioni di ieri e
di oggi). Sotto i riflettori sono finite
pure gli appartamenti ubicati nella Reggia
di
Caserta ed occupate da presunti militari
“Sine Titulo” ovvero con il titolo di
concessione scaduto. Abbiamo allora posto
alcune domande al PRIMO MARESCIALLO LUCA
TARTAGLIONE – DELEGATO CO.CE.R. DELLE FORZE
ARMATE e CORPI ARMATI delle STATO, PRESENTE
SU TERRITORIO CAMPANO.
MARESCIALLO TARTAGLIONE, QUAL’E’ LA PROPOSTA
DEL COCER SULLA PROBLEMATICA ALLOGGIATIVA
DEI MILITARI:
La Rappresentanza Militare finalizza la
propria azione attraverso una analisi della
problematica libera da qualsiasi fondamento
ideologico o pregiudizio. Analizzando
l’intero contesto organizzativo e non
estrapolando degli elementi da contesti
diversi. Per cui l’entrata in crisi del
precedente modello Legislativo dato dalla L.
497 del 1978 non è stato assolutamente
esaustivo alla pronta risoluzione di tale
problematica. Gli ultimi provvedimenti
legislativi ci danno una chiara indicazione
su che terreno muoverci. Per questo penso
che l’azione della Rappresentanza non può
discostarsi da una rinnovata programmazione
edilizia ed un migliore accordo nei
programmi con gli Enti locali.
AVETE MAI FATTO DENUNCE ALLE VOSTRE
AUTORITA’ CORRISPONDENTI
Il COCER ha posto sempre attenzione alle
problematiche alloggiative utilizzando lo
strumento della deliberazione del Consiglio
Centrale della Rappresentanza Militare
nonché seguendo sia l’evoluzione normativa
che quella legislativa in materia.
QUALI SONO I CASI DI ABUSO CHE IL PERSONALE
VI HA SEGNALATO
L’abuso inteso come lesione del diritto
ritengo che ogni cittadino debba riferire
all’autorità giudiziaria. Se invece ci
riferiamo alle carenze normative allora
confermo ciò che ho detto prima ovvero che
la Rappresentanza Militare ha sempre operato
con l’Autorità di riferimento nel cercare di
sanare i vuoti normativi al evitando appunto
discrasie fra gli utenti e ricercando il
maggior sostegno possibile a tutto il
personale.
PENSA POSSIBILE UNA COLLABORAZIONE SINERGICA
TRA COCER E L’ASSOCIAZIONE “CASADIRITTO” CHE
TUTELA GLI UTENTI MILITARI C.D. SINE TITULO.
CASADIRITTO appunto tutela solo una parte
del personale che ha fruito e fruisce
dell’alloggio della Difesa e credo sia
animato da soli interessi di parte, per cui
non credo possibile tale sinergia.
MOLTI MILITARI SOSTENGONO CHE L’INERZIA
DELLE ISTITUZIONI E DEL COCER SIA DOVUTA AL
FATTO CHE MOLTI ALLOGGI SONO AD OGGI
OCCUPATI DA UFFICIALI DI ALTO RANGO SENZA
TITOLO
E’ una osservazione legittima dei “molti
militari” che preferisco non commentare.
A margine di questa intervista vorrei però
farvi partecipi di una mio ricordo che credo
estremamente emblematico della complessità
della questione: nell’aprile 2003 un
coraggioso Capo di Forza Armata decise di
procedere a sfratti di sua competenza,
iniziando da un suo collega GENERALE con
alloggio nella Città di ROMA (che
rappresenta il grande nocciolo della
questione con alloggi ubicati nel centro
cittadino da valori catastali
stratosferici). Allora intervenne un
deputato di area “governativa” che con una
missiva indirizzata al Capo di Stato
maggiore, dichiarava di essere domiciliato
presso l’abitazione del Generale ……… al
quale era stato intimato di lasciare
l’alloggio di servizio sito in via…….. a
Roma, nella lettera si presero con forza le
difese del Generale diventato (per
l’occasione) “ coinquilino” dell’onorevole e
si chiese di rivedere la decisione
riguardante lo sfratto pendente!!!!
Terminado addirittura la missiva con la
seguente frase << La invito a riconsiderare
la decisione di sfratto pendente nei
confronti del mio coinquilino gen. ……. e La
informo che seguiranno adeguati
provvedimenti politici e parlamentari.>>.
Chissa se il parlamentare dell’epoca, nel
difendere il GENERALE con lo stipendio da
generale…., una liquidazione da generale……
ovvero il classico soggetto che ha bisogno
di “ tutela”, abbia poi pensato al resto del
personale che aspettano che si liberi un
alloggio per porre fine magari ad una vita
da pendolare e vivere quotidianamente con la
propria famiglia, che aspettano di poter
pagare un affitto normale, che credono nella
giustizia e nelle regole.
Luca Tartaglione (*) (*) delegato Co.Ce.R.
dell’ESERCITO ITALIANO
Fonte :
http://www.casertanews.it/public/articoli/art_20070119051017.htm |