
Una ben strana assemblea,
quella che si sta svolgendo a
Loreto, nelle Marche. A due
passi dal santuario della
Madonna, quello dove si
troverebbe la casa di Maria,
sollevata in volo dagli Angeli.
Per questo la Madonna di Loreto
è anche la patrona di quegli
uomini blu che si sono riuniti
poco distanti. Duecento militari
dell'Aeronautica, ufficiali,
marescialli, sergenti, militari
di truppa. Tutti eletti dai loro
colleghi nei Cobar, nei Coir,
nel Cocer, altrettante sigle che
disegnano la geografia della
rappresentanza militare, quello
che la gente della strada, i non
militari, chiamano il "sindacatino"
dei militari. Nata nel 1978,
sull'onda delle proteste dei
militari che chiedevano, come
tutti allora, più democrazia e
più diritti. Quasi trent'anni
fa, una storia che solo i più
anziani riuniti a Loreto
ricordano. Una storia forse
archiviata, adesso, dopo che i
duecento e più di Loreto hanno
approvato quasi all'unanimità un
ordine del giorno che chiede di
chiudere con la rappresentanza e
di avere un sindacato, uno vero,
non un sindacato con le
stellette. Come ha anche la
polizia di più di venticinque
anni.
Non ha caso i duecento di
Loreto citano proprio
quell'esperienza. «I delegati
della Rappresentanza Militare
dell'Aeronautica, riuniti a
Loreto in assise plenaria i
giorni 18, 19 e 20 aprile 2007
approvano che, nel prosieguo del
mandato, il Cocer,il Coir e i
Cobar confluenti sostengano
tutte le iniziative
costituzionalmente previste,
legate al riconoscimento del
diritto sindacale per i
militari, inteso come estensione
alle FF.AA. di quanto già
previsto dalla L. 121/1981 in
materia di tutela del personale
per i corpi di polizia ad
ordinamento civile».
Una frase che è una
rivoluzione, vera. Anche se non
vuol dire affatto che il
sindacato dei militari sia
proprio dietro l'angolo. Anzi,
comincia un percorso che durerà
probabilmente degli anni. E che
provocherà più di qualche mal di
pancia. Soprattutto ai vertici
delle forze armate. Mercoledì il
capo di stato maggiore
dell'Aeronautica, il generale
Camporini, era volato a Loreto
per salutare l'assemblea e dire
che i vertici della Forza armata
sono d'accordo che al personale
serva una rappresentanza più
forte, più incisiva. Ma senza
mettere in discussione la
gerarchia. Insomma, niente
sindacato.
La mossa dell'Aeronautica
segue altri pronunciamenti
analoghi, sia pure molto più
limitati, come quelli di alcune
rappresentanze dei Carabinieri
e, soprattutto, della Guardia di
Finanza che il sindacato lo
chiedeva trent'anni fa esatti,
nel 1977.
«La richiesta di sindacato da
parte dei militari non può
creare scandalo: è una realtà di
diversi paesi europei e anche in
Italia esistono da anni i
sindacati di polizia. Il
Parlamento ed il Governo sono
chiamati a confrontarsi con
questa richiesta» commenta
Silvana Pisa, senatrice Ds della
Commissione difesa. «Il punto -
aggiunge - è che i militari
abbiano finalmente voce in
capitolo rispetto ai loro
diritti costituzionali e
democratici e rispetto a temi
specifici che li riguardano: il
precariato militare, i salari,
gli alloggi, le risorse per
l'addestramento e la
manutenzione dei mezzi che
significano le garanzie di
sicurezza».