ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' DIRITTO E PROGRESSO

Sezione di Carpaneto P.no (PC) Via Trieste, n. 10

Tel. 0523 - 852764

 

MARESCIALLI – SERGENTI – GRADUATI E GRADI CORRISPONDENTI COMPARTO SICUREZZA: CITTADINI DI UN’ITALIA MINORE

 

Un tempo a cavallo dei sogni, dove entrare a far parte della gloriosa Aeronautica Militare rappresentava un idillio che concretizzava le aspettative di qualsiasi ragazzo come me e come tanti, la realizzazione di un “sogno”, di una “ambizione”, volontà sfrenata di divenire e far parte di quella organizzazione.

Il “sogno” di allora, un sogno che inconfutabilmente ometteva e si ostinava al buio di una realtà, dove il “dovere” è il tributo essenziale ma il “diritto” è celato dalle poche e confuse norme  e  regolamenti con vizio di vetusta’.

Oggi quel “sogno” lascia purtroppo spazio alla realtà che circonda uno “Status” non riconosciuto integralmente, uno status facente parte di una categoria ove il sorpruso e l’abuso non rivendicano l’appartenenza  ad una categoria che lavora ma che di fatto non può arrogarsi alcun diritto tantomeno ottenere la giusta  considerazione  professionale e personale.

Oggi il militare sognatore di un tempo, ha smesso di “sognare”, ha smesso di credersi certo di una considerazione perché oggi stesso  si è reso conto che essere militare vuol dire rinunciare di fatto  al diritto di essere cittadino, al diritto di sentirsi in “diritto”.

Maltrattato, bistrattato, poco incentivato e soprattutto ghettizzato in una categoria di lavoratori che lo Stato culla solo con pochi labili onori (qualche medaglia quando partecipi ad una campagna fuori in territorio internazionale), ma agli stessi onori non attribuisce che uno scevro significato, rinnegando e sottraendo, quelle minimaliste conquiste che il tempo e la forza dei nostri gloriosi predecessori hanno meritatamente conquistato a caro prezzo.

Il “sogno” forse non riflette sullo stato delle cose, sull’accanimento istituzionale che viene attuato nel non riconoscere gli stessi diritti di altri appartenenti alla stessa Amministrazione.

Solo con l’onore, purtroppo, non si mantiene una famiglia, con l’onore non si crescono i figli e soprattutto con l’onore non ci si scorda che quanto avevamo conquistato nei tempi precorsi, seppur minimo, era più di quanto abbiamo ora. In particolare, vedere le condizioni dei marescialli, sergenti, graduati e gradi corrispondenti del comparto sicurezza (polizia, carabinieri, guardia di finanza ecc.) per toccare con mano le enormi difficoltà, che incontrano questi sconosciuti lavoratori per mantenere la famiglia con un decoro e dignità.

Bistrattamento economico, agevolazioni soppresse, trasferimenti clientelari, il mancato  esercizio di un riordino “ vero ed equo” delle carriere e soprattutto, una dignità violata .

Abbiamo speso mezzo secolo per ottenere ciò che sembrava un diritto fondamentale, ma lo Stato ha speso solo un attimo per riportarci indietro nel tempo, nelle tasche e nella inalienabile certezza che è la dignità .

Alle Autorità, ai Ministri e al Sig. Ministro della Difesa, quello in carica e anche a quelli passati, un fervido ringraziamento per la considerazione e per averci fatto ancora una volta sentire “CITTADINI ITALIANI FIGLI DI UNA ITALIA MINORE”, ma molto buoni per proiettare l’immagine dei militari dentro e fuori il territorio nazionale.

Grazie per le guerre che ci ha offerto (vedere la modifica del codice penale in quello di guerra operato dal Governo Berlusconi), per i militari che operano in Afganistan e in Iraq, grazie per i sacrifici dei cari colleghi che hanno perso la loro vita per la “Patria”, grazie per aver portato la categoria dei ruoli  Marescialli, Sergenti Maggiori, Sergenti, Graduati in S.P.  delle FF.AA e gradi corrispondenti nel Comparto Sicurezza, alle soglie della povertà (cfr. articolo di un noto quotidiano che ha pubblicato che oggi in Italia uno stipendio di Euro 1.800,00 e considerato alla soglia di povertà), grazie ancora per averci tolto tutto ciò che, un  tempo compensava, forse, il disagio del nostro vivere.

Grazie ancora per il nostro contratto che sempre a, tempo non debito, viene rinnovato e non giustamente adeguato al caro vita.

Grazie per averci portato in Europa e averci fatto sentire europei solo nell’abito, ma no nella sostanza, grazie ancora per aver reso vittima delle istituzioni la “nostra dignità”.          

    

ASSODIPRO

Il Segretario Nazionale

(Carmelo Cav. BIONDO)