Appello, dunque,
rivolto al Ministro dell’economia ed al suo vice
delle finanze, come annuncia sotto i riflettori, una
quanto mai professionale, Barbara Palombelli, per
nulla intimorita dalla presenza dei tre delegati del
COCER della Guardia di Finanza, Corpo dello Stato
che definisce “molto temuto”, ai quali nel breve
tempo concessogli rivolgerà delle precise domande
che resteranno in parte senza risposte.
Nel suo contesto
l’intervista ha evidenziato dissonanze, che ben
potrebbero confondersi nella poca chiarezza
espositiva dei delegati, e l’affermazione di una
rappresentatività limitata solo ad una parte
dell’intero Corpo dei Finanzieri; ma una cosa è
certa, il messaggio forte è stato mandato ai
destinatari in chiusura dello show con una precisa
richiesta di soldi.
Voglio soffermarmi
solo sulla seconda delle domande che la giornalista
ha rivolto ai tre delegati:
“L’articolo
39 garantisce a tutti gli italiani la possibilità di
associarsi liberamente. Cosa ha la Guardia di
Finanza in meno di questo che prevede la
Costituzione?” Questa domanda resterà senza
risposta, il delegato, come da copione, prosegue
brevemente il discorso interrotto dal suo collega
riesumando la sindacalizzazione dei Corpi di Polizia
occorsa negli anni ottanta, evidentemente
impreparato alla domanda che la Palombelli, forse,
avrebbe dovuto porgli in altri termini.
Insomma Signora
Palombelli, quei tre Finanzieri del COCER hanno
rischiato parecchio ad esporsi pubblicamente,
avrebbe quantomeno dovuto concedergli un poco di
tempo in più per permettergli di riflettere e
rispondere adeguatamente alle sue domande, forse,
magari, in modo più coerente ed in linea con la loro
base elettorale.
A mio avviso, oggi
dovrebbe rivolgere le medesime domande a qualcun
altro, ad esempio al Vice Premier RUTELLI membro di
un partito che, come possiamo ben ricordare, proprio
sulla questione della Rappresentanza militare ha
presentato una squallidissima proposta di legge che
nulla cambia rispetto all’attuale sistema.
Luca Marco COMELLINI