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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL SENATO
FRANCO MARINI E AL PRESIDENTE DELLA
CAMERA DEI DEPUTATI, FAUSTO BERTINOTTI
Egregio Presidente, mi verrebbe da darti
del tu per la condivisione di tante
battaglie, civili e sindacali, condotte
alla testa delle rispettive
Organizzazioni; ma l’alta carica
istituzionale che oggi rivesti, mi
impone usare la terza persona.
Mi viene più facile rivolgermi ad Ella
Sig. Presidente, perché oltre a
conquistare diritti per i lavoratori ha
dovuto vigilare affinché questi diritti
non fossero disattesi o, peggio ancora,
calpestati dai datori di lavoro, siano
essi pubblici o privati.
Quello che a noi militari sta accadendo,
da un anno a questa parte, è che diritti
conquistati con la forza della ragione,
e tramutati in legge, oggi vengono
calpestati, ignorati, sbeffeggiati e chi
più né ha più ne metta.
A nulla è servita l’interrogazione
parlamentare sia del senatore Bulgarelli
che quella presentata alla Camera dei
deputati dall’On. Ascierto, relative al
ricorso, a mio avviso del tutto
arbitrario, dell’istituto
dell’aggregazione adottato dallo Stato
Maggiore dell’Aeronautica Militare.
La risposta a questa interrogazione da
parte del Ministro della Difesa, è
stata, a mio avviso, non solo
insoddisfacente, per usare il gergo
parlamentare, ma degna delle più retrive
posizioni in materia di diritto dei
lavoratori sancito con legge del
Parlamento.
A me è stato insegnato che, in uno stato
di diritto, solo una legge può cambiare
un’altra legge; e quest’ultima non può
essere ignorata in virtù di una semplice
circolare.
Anche noi militari, anche se a qualcuno
non piace, siamo lavoratori, e a
differenza di altri che producono beni
di consumo, noi produciamo un bene che
allo Stato sta molto a cuore; la
sicurezza. Noi produciamo sicurezza.
E’ per questo motivo che siamo e ci
sentiamo alla pari di ogni altro
cittadino di questo Stato e non sudditi
come qualcuno, con una semplice
circolare e suffragato dalle risposte
alle interrogazioni vuol farci sentire.
Se le gerarchie militari ritengono che
in un momento “difficile” bisogna fare
economia e allora lo si faccia
concretamente. Il Paternalismo del Sig.
Ministro della Difesa non serve a
nessuno. Non è disattendendo le leggi
che si fanno gli interessi della Nazione
ma l’oculata amministrazione dei beni ad
esse assegnati. Solo due esempi relativi
alla ………………………. (ma tanti altri se ne
potrebbero fare): Il giorno 12 mattina,
presso l’Istituto Medico Legale, dove
sono stato inviato per una visita di
controllo, ho trovato altri due colleghi
dello stesso Reparto che dovevano fare
una visita medica per essere inviati
fuori area. Ebbene un “buon padre di
famiglia” avrebbe messo insieme le tre
persone in una macchina e mandati a Roma
che solo il costo dei biglietti
ferroviari e di oltre 180 € mentre il
costo della benzina e dell’autostrada
non avrebbe superato i 100 €. Senza
parlare dei tempi di partenza e le cene
pagate.
Altro esempio di economia sono le corse
automobilistiche autorizzate. In piena
crisi energetica (sembra che gli aerei
non possono volare per mancanza di
carburante) a …………….. le si sprecano (a
volte c’è una sola persona che si guida
l’auto che lo porta a casa). Senza
contare che Ufficiali Superiori fanno da
autisti a Marescialli ed avieri in modo
da segnarsi lo straordinario.
Sig. Presidente forse non sono stato
chiaro in questa esposizione per la
fretta, per la rabbia, non lo so; ma per
rendere l’idea Le allega a questa
lettera l’esposto denuncia che sono
stato costretto a fare nella segreta
speranza che mi venga riconoscimento un
diritto. Ma quante persone sono
costrette, invece, a mugugnare per non
rendersi invisi ai superiori gerarchici.
E quante persone sono rimaste deluse
dalla risposta all’interrogazione sopra
riportata da un Governo di Centro
Sinistra?
Sig. Presidente, faccia Sua la
richiesta del Senatore Bulgarelli e
dell’On Ascierto riproponga il rispetto
delle leggi che solo rispettando leggi
si si acquista dignità e si da dignità
al Parlamento.
P.S.
Si allega l’esposto denuncia.
Un saluto da V M
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ESPOSTO
DENUNCIA, E CONTESTUALE RICHIESTA DI PROVVEDIMENTI URGENTI,
ALLA PROCURA MILITARE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
MILITARE
- LA SPEZIA -
Il sottoscritto 1° MARESCIALLO Lgt. V. M. nato a ……..,
residente in ………, in forza ed in servizio alla ………….
premesso che:
-
l’art. 6, comma 9, del D.P.R. 16 marzo 1999,
n. 255 così recita: “L’Amministrazione, in caso di
mancata disponibilità alberghiera ovvero di
frequenza di corsi di durata superiore ai 30 giorni,
può disporre assegnazione del personale in missione in
sistemazioni alloggiative militari che, comunque
devono essere adeguate e corrispondenti ai criteri per l’accasermamento”.
E’ del tutto evidente che il legislatore, con questa
norma, ha voluto stabilire una priorità; cioè, quella della
sistemazione logistica del personale militare in strutture
alberghiere e solo in caso di mancanza di questa
disponibilità ,la sistemazione logistica può essere disposta
dall’amministrazione all’interno di idonea struttura
militare al fine di consentire l’operatività della missione
stessa.
-
il comma 9 del medesimo articolo e dello
stesso D.P.R. sopra citato così recita: “ Restano ferme
le altre disposizioni di cui all’art. 3 della legge 21/1991,
all’art. 7 del D.P.R. n. 394/1995, ed all’art. 6 DEL D.P.R.
n.360/1996”.
La
ratio con la quale il legislatore ha mantenuto in vita le
norme citate in questo comma è sempre la stessa; cioè quella
di assicurare, comunque, l’operatività dello strumento
militare. Infatti, nella norma successiva si coglie tutta la
sua logica.
- l’art 3, comma 7, della legge 21/1991 così recita: “Al
personale in trasferta che, nella località di missione, non
possa consumare i pasti o pernottare per comprovate esigenze
di servizio, risultanti dal provvedimento con cui la
missione stessa e' disposta, compete
l'indennità' di missione nella misura prevista dal comma 1
per ogni ventiquattro ore di permanenza fuori sede ed in
ragione di un ventiquattresimo per le ore residuali ai sensi
della legge 18 dicembre 1973, n. 836, e successive
modificazioni. L'indennità e' ridotta del cinquanta per
cento qualora il dipendente in missione e' tenuto, a seguito
di provvedimento dell'amministrazione, a fruire di vitto e
alloggio gratuiti forniti dall'amministrazione
medesima”.
Come
già accennato, la ratio della norma segue una logica
razionale tesa a salvaguardare i diritti del personale senza
con ciò precludere l’operatività della missione stessa.
Infatti, il legislatore, nella gerarchia delle opzioni
logistiche che supportano le trasferte dei militari ha
stabilito che il personale deve trovare prioritariamente
sistemazione logistica nella struttura alberghiera, se
questa dovesse mancare, l’amministrazione può disporre la
sistemazione logistica nella struttura militare. Questo
può, e non deve, è dato dalla discrezionalità che
caratterizza l’urgenza della missione stessa. E’ seguendo
questa logica che il legislatore ha mantenuto in piede
l’art. 3 della legge 21/1991. Si noti la dizione: “al
personale che nella località di missione non possa consumare
i pasti o pernottare per comprovate esigenze di servizio,
risultanti dal provvedimento……” . Ciò significa che se
il personale è impegnato in una esercitazione, in una
vigilanza o in qualsiasi altra attività che non gli consente
di allontanarsi dalla base, fosse anche per il tempo dei
pasti e/o del pernottamento, l’amministrazione è tenuta a
fornirgli il vitto e l’alloggio gratis.
Ciò premesso, l’istante espone quanto segue:
-
Il sottoscritto, prima che si verificasse
l’evento che di seguito si espone, veniva da un lunghissimo
periodo di aspettativa per motivi di salute, la cui
diagnosi, per motivi di opportunità, si omette (ma può
essere acquisita presso il servizio sanitario della
…………………..).
-
Nei giorni che precedevano abbondantemente la
data di prenotazione per la visita all’Istituto Medico
Legale, fissata per il 12 marzo 2007, lo scrivente
comunicava al Capo servizio, 1° M.llo Lgt., ………….., la
richiesta del foglio di viaggio al fine di prenotare,
attraverso la Seneca (agenzia abilitata dal Ministero difesa
alle prenotazioni con alberghi convenzionati), l’albergo;
-
Il Capo servizio invitava lo scrivente ad
aspettare per la prenotazione in quanto doveva riferire al
Comandante dell’Ente, Colonnello …………….., se doveva o meno
verificare la disponibilità alloggiativa in qualche Ente
viciniore all’I.M.L. ;
-
Il sottoscritto, a tale affermazione, riferiva
che le norme in vigore prevedono l’aggregazione solo in
mancanza di disponibilità alberghiera e che comunque ai
fini della sistemazione logistica doveva tenersi conto della
particolarità della missione e della sua non idoneità
psico-fisico al servizio;
-
il Capo servizio si limitava a dire: “riferirò
al Comandante ma non dirò la patologia”;
- il 9 marzo 2007 (ultimo giorno lavorativo prima della
visita) il sottoscritto, già reso edotto nei giorni
precedenti che era stato aggregato, si recava alla ………. per
ritirare il certificato di viaggio, l’anticipo per le spese
e i documenti di rito da consegnare all’I.M.L.
Nell’occasione chiedeva di conferire, attraverso la
segreteria particolare, con il Comandante, Col. ……………….
-
Dopo qualche ora lo scrivente veniva informato
che “l’oggetto del contendere” era stato discusso dal
Comandante con il Luogotenente ………………… e quindi non c’era
motivo di conferire;
-
con foglio di viaggio n° 75, del 6 marzo 2007,
il sottoscritto, comandato in servizio isolato da ………….
all’I.M.L. di Roma, alle ore 19.00 circa, ha trovato le
porte dell’Istituto chiuse e quindi non ha potuto cenare né
dormire e conseguentemente ha dovuto, invece, “arrangiarsi”
nell’attesa del giorno successivo per essere sottoposto a
visita;
-
stante le norme in premessa, si contesta, in
questa sede: 1°. non è stata esperita la verifica della
disponibilità alberghiera privilegiando solo e soltanto la
sistemazione logistica nella struttura militare, 2° non
esistono motivi che impediscono, vista la natura della
missione (visita medica), la consumazione dei pasti ed il
pernottamento.
Per
tutto quanto sopra esposto e premesso, lo scrivente ritiene
preciso dovere giuridico impedire che le norme legislative
varate dal Parlamento non vengano disattese o
discrezionalmente interpretate modu proprio, violando così
un diritto/dovere faticosamente raggiunto dalla
concertazione della Rappresentanza Militare con il
Parlamento. A tal fine si ritiene indispensabile e urgente
l’intervento interdittivo di questa Procura, nelle forme e
nei modi ritenuti più idonei al caso di specie.
Sporge formale
DENUNCIA
alla S.V. per le
determinazioni adottate dal Comandante pro tempore della
………………. e di ulteriori membri della catena gerarchica
sconosciuti allo scrivente che hanno partecipato alle
decisioni di cui trattasi che, nella fattispecie,
nell’eludere il rispetto di precise norme che disciplinano
l’invio in missione dei militari hanno messo a dura prova
l’equilibrio psico-fisico faticosamente raggiunto
dall’istante.
La S.V. potrà ravvisare nei fatti sommariamente sopra
esposti o che potranno emergere dalla attività di indagine,
eventuali reati.
Si chiede di essere informati
della eventuale richiesta di rinvio del termine delle
indagini preliminari nonché della eventuale richiesta di
archiviazione, ai sensi dell’art.408, 2°comma c.p.p.
……….., 26 marzo 2006
V M
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