ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' DIRITTO E PROGRESSO

FESTA DELLA REPUBBLICA - 2 GIUGNO 2007 -

<<ANCHE QUEST'ANNO LA RICORRENZA DEL 2 GIUGNO SARA' CELEBRATA CON LA CONSUETA PARATA MILITARE CHE RAPPRESENTA DA SEMPRE IL MOMENTO DI MASSIMA ATTRAZIONE DELLA FESTA NAZIONALE A CUI I TUTTI CITTADINI ITALIANI ASSISTONO ENTUSIASTI E INCONSAPEVOLI CHE DIFRONTE AI LORO OCCHI SFILANO DELLE DONNE E DEGLI UOMINI AI QUALI ANCORA OGGI LE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE E REPUBBLICANE NEGANO IL DIRITTO ASSOCIARSI LIBERAMENTE E COSTITUIRE SINDACATI, E QUINDI AD ESSERE RICONOSCIUTI COME PARTE SOCIALE DEL PAESE>>.

 

LUCA MARCO COMELLINI - DEMOCRAZIA CRISTIANA (DIP. RAPPORTI CON LE FF.AA.)

 

 

Delegati della Rappresentanza Militare del COCER non soffocate le richieste di maggiori diritti sindacali

 

Leggendo i molti spazi d'informazione, nel quale emergono continue e ripetitive le posizioni di contrasto con l'attuale forma di rappresentanza dei militari, appare evidente che le richieste di sindacalizzazione avanzate dal personale, ormai esausto dell'indifferenza di coloro che, invece, dovrebbero ascoltare ed agire scevri da quegli interessi personali che li spingono ad assumere differenti posizioni non assolutamente condivise ne tantomeno condivisibili, hanno l'effetto di incrementare ulteriormente quel latente sentimento di sfiducia che è possibile leggere in ogni commento pubblico rivolto ai delegati del COCER.
La convocazione presso la 4^ Commissione Difesa del Senato ha permesso di porre in tutta la sua evidenza i contrasti, i malumori ed i limiti che già da tempo serpeggiavano all'interno del sistema rappresentativo. Ora ci si sofferma sui modi e sulle regole non rispettate, dagli uni quanto dagli altri, per varare un poco credibile documento da presentare ai Senatori; e tale, forse, è il frutto di una politica di errati compromessi, imposti e non ponderati; comunque idonei a frammentare quel poco di unione di idee e progetti che avrebbero  dovuto caratterizzare una scelta saggia e necessaria all'approdo che, i tempi e l'evoluzione storico politica, di una "parte sociale" come è il personale delle Forze Armate, avrebbe certamente garantito una maggiore efficienza e serenità d'impiego di una istituzione nello spirito democratico al quale s'ispira la Repubblica che solo ieri ha compiuto il suo 61° anno di vita.
Le ragioni hanno portato alla presentazione della Petizione (n. 477 Senato) con la quale è stato chiesto di apportare delle modifiche alla Legge di principio sulla Disciplina Militare ( l. 382/78), non sono di contrapposizione alle richieste di sindacalizzazione avanzate dalla attuale istituzione della rappresentanza militare, benché alcuni conservatori non ne abbiano condiviso il contenuto e lo scopo, ma bensì intendono dare maggiore forza all'idea della libertà di associazione e dell'affermazione del diritto sindacale di categoria, e, per quanto possa sembrare illogico, oggi, invito tutti coloro che hanno in animo la sua reiezione a confrontarsi con essa e il volere della propria base elettorale, senza scendere in sterili personalismi o pericolose accuse che derivano dalla assoluta mancanza di argomentazioni sul tema ed invito tutti coloro che condividono le idee del necessario riconoscimento al personale militare dei diritti di associazione, di costituire o aderire ad organizzazioni sindacali, e del fondamentale ruolo di "parte sociale", a sostenerle con la sottoscrizione della citata Petizione che è pubblicata sul sito www.tutelamilitare.it.
Luca Marco COMELLINI