ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' DIRITTO E PROGRESSO

 
CURIOSANDO SUL WEB…..
Il progetto di “Riforma della Rappresentanza Militare”, quale esso sia,
sta suscitando interessi e appetiti particolari non tanto nella parte
politica o nel vertice dell’Amministrazione militare, che
agiscono secondo ruoli e posizioni preconfezionate da ideali e timori, ma
in alcuni delegati a livello centrale, quelli che, per essere chiari,
dovrebbero rappresentare gli interessi di tutto il personale
militare ai massimi organismi della Forza armata di riferimento, oppure in
sede interforze e quindi al Capo di Stato Maggiore della Difesa,
Ammiraglio Di Paola.
Recentemente l’organismo di rappresentanza dei militari ha istituito al
suo interno dei gruppi di lavoro il cui scopo è quello di proporre, ad
esempio, un “nuovo organismo per la tutela dei Diritti del personale
militare”, curiosamente, a tal proposito, un delegato COCER dell’Esercito,
in una intervista pubblicata sul WEB rilasciata ad una società di servizi
(?), ha ipotizzato, in relazione al suo ruolo, una singolare proposta per
una Rappresentanza realmente libera e svincolata da interessi partitici o
economici realizzabile solo previa corresponsione di un cospicuo gettone
di presenza e l’assicurazione di una migliore carriera all'interno
dell'amministrazione militare.
Mi auguro che simili affermazioni rappresentino solo ed esclusivamente l’idea
del singolo delegato e non quella di tutto il gruppo di lavoro interforze
in quanto la sua realizzazione darebbe adito a quelle malignità che, alla
domanda che tutti i militari si pongono circa le reali motivazioni che
guidano le scelte e le azioni dei propri Organismi di Rappresentanza,
certamente darebbero maggiore rilievo ai presunti interessi personali per
i vantaggi che la poltrona offre, come ad esempio quelli economici che
attualmente consentono esclusivamente al solo delegato COCER di fruire di
un rimborso di missione giornaliero pari a 100 €. per ogni giorno di
convocazione (a differenza di tutto il restante personale che viene
aggregato vitto e alloggio presso strutture militari).
Rappresentare gli interessi della collettività militare è un compito che
non può essere svolto solo dietro compenso, quale che sia la sua natura, e
ipotizzare una rappresentanza a gettone rischierebbe di compromettere
seriamente quel processo di democratizzazione a cui il mondo militare
tende.
Per concludere, quindi, sembrerebbe più logico che il delegato in
questione rassegni le sue dimissioni e si dedichi con lo stesso impregno
ed ingegno alle prossime elezioni amministrative, se è il gettone di
presenza percepito dal consigliere comunale ciò che maggiormente gli
interessa.
Luca Marco COMELLINI