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ASSOCIAZIONE
SOLIDARIETA' DIRITTO E PROGRESSO
SINDACALIZZAZIONE DELLE FORZE ARMATE: UN
PROCESSO IRREVERSIBILE
Nei giorni che hanno preceduto la
riunione del Consiglio di Difesa, e
l'incontro dei delegati del COCER
Interforze con il Capo di Stato Maggiore
della Difesa, Ammiraglio Di Paola,
numerosi organi di stampa, ufficiali o
meno, hanno ampiamente trattato la
questione della sindacalizzazione delle
Forze armate, discutendo nell’ambito dei
propri orientamenti politici di quale
sia la giusta misura da osservare nel
concedere ai militari la possibilità di
godere di quel diritto sindacale che
ancora oggi gli viene negato.
Nell’ambito della discussione si trovano
a doversi confrontare differenti
interessi che, tutti più o meno giusti e
giustificabili, non trovano alcun punto
d’intesa né sul piano politico ne sulla
condivisione del modo e del fine.
I numerosi progetti di legge presentati
nei due rami del Parlamento nei
periodi di maggiore attenzione per il
mondo militare, che stranamente
precedono o seguono le incessanti
“tornate elettorali”, sono rimasti tali
e
forse non giungeranno mai ad una
conclusione soddisfacente per gli
interessi
della collettività alla quale sono
destinati.
Lo stato di malessere che fino a qualche
anno fa era sommessamente
percepibile all’interno delle Forze
armate ora è gridato a gran voce in ogni
angolo del paese anche da coloro che
nulla hanno a che vedere con i militari
ma che direttamente o indirettamente
subiscono gli effetti di questo disagio
sociale.
In tutto questo chiasso si distinguono
due voci predominanti: una, quella
dei militari che vogliono quelle
maggiori tutele che solo l’azione
sindacale
può offrire; l’altra, quella dei vertici
e di coloro che hanno l’onere del
comando che è palesemente contraria a
qualsiasi forma di dialogo vedendo,
ovviamente, nel “sindacato” il
principale nemico dell’ordine e della
gerarchia costituita.
In tutto questo baccano, certamente poco
edificante per un paese che vuole
dimostrare di possedere un esercito
efficiente e pronto in ogni occasione
all’intervento per esportare i principi
della democrazia in quelle parti del
mondo - che alcuni ritengono di dover
civilizzare a tutti i costi -,
risuonano sempre più forti, quasi fuori
luogo, le parole “sindacato per i
militari” che alcuni coraggiosi delegati
della rappresentanza militare (c.d.
sindacato giallo), usano sempre con
maggiore frequenza e ardimento,
rischiando ad ogni passo la propria
incolumità lavorativa.
Ormai il processo di sindacalizzazione
delle Forze armate appare irreversibile, è voluto e atteso con
grande ansia da tutte quelle migliaia
di servitori della Patria che nulla
chiedono se non maggiore rispetto.
Rispetto che questo Stato deve a
chiunque, in ugual modo, senza
distinzioni.
Allora caro Presidente della Repubblica,
Ministri, Senatori e Onorevoli
tutti, rendete più moderne e
democratiche queste Forze armate alle
quali
chiedete continuamente di esportare in
altri paesi proprio quella democrazia
che a loro ancora oggi negate e
provvedete ad abolire il famigerato
articolo
8 della Legge di principio sulla
Disciplina Militare (L. 382/1978).
Luca Marco COMELLINI |
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