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CONTRATTI: SINDACATI POLIZIA PENITENZIARIA CONTESTANO BRUNETTA =
(AGI) - Roma, 15 mag. - "Il ministro della Funzione pubblica,
Renato Brunetta, non pago di aver dichiarato guerra ai
sindacati, alla liberta' dei lavoratori e alla democrazia delle
rappresentanze, con la proposta di modifica dell'impianto della
legge 195/95 che contiene le norme per l'esercizio dell'azione
sindacale nel Comparto Sicurezza, impone la durata
di tre anni
sia per il rinnovo della parte economica sia per quella
normativa e, soprattutto, introduce unilateralmente l'anticipo
del 90 per cento dell'adeguamento retributivo in caso di
vacanza contrattuale superiore a 60 giorni". E' quanto
affermano in una nota congiunta le organizzazioni sindacali
della Polizia penitenziaria SAPPE, OSAPP, UIL P.A., CISL FPS,
FP CGIL. "Passati i 60 giorni dalla scadenza del contratto",
prosegue la nota, "il governo deciderebbe autonomamente di
quale consistenza dovra' essere l'aumento, assegnando
direttamente al personale il 90 per cento della somma
individuale predeterminata e il restante 10 per cento alla
contrattazione sindacale. Cosi', con un solo colpo di spugna,
in maniera per noi assolutamente inaccettabile si tenta di
vanificare e rendere inutili le conquiste ottenute dagli
operatori del comparto negli anni di dura lotta sindacale,
grazie alla quale oggi i poliziotti hanno per legge garantita
la tutela sindacale dei diritti derivanti dal rapporto di
lavoro".
I sindacati della Polizia penitenziaria chiedono, quindi,
"un incontro urgente al ministro Brunetta" dal quale si
aspettano "segnali concreti di apertura; in assenza dei quali,
pero', il ministro Brunetta sara' costretto ad assumersi la
responsabilita' di aver provocato la mobilitazione generale del
personale del comparto". (AGI)
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