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SICUREZZA: CAPOTOSTI, INCOSTITUZIONALI I
RESPINGIMENTI =
(AGI) - Roma, 15 mag. - I respingimenti di clandestini
effettuati dal governo italiano potrebbero essere
incostituzionali. Lo fa notare il presidente emerito della
Corte costituzionale, Piero Alberto Capotosti, in un'intervista
pubblicata oggi dal quotidiano "Liberal". "La normativa che
regola queste operazioni, la legge Bossi-Fini, prevede che
debbano avvenire al di fuori del nostro territorio. Ma i
clandestini intercettati", osserva l'autorevole
costituzionalista, "sono stati soccorsi da navi militari
battenti bandiera italiana, che sono a tutti gli effetti
territorio nazionale. Tecnicamente si dice: territorio
nazionale fluttuante. Quindi, una volta imbarcati gli
immigrati, non si puo' semplicemente riaccompagnarli li'
dov'erano partiti: bisogna consentire di chiedere il diritto
d'asilo a bordo, a tutti coloro ai quali non sono garantite le
liberta' democratiche nei Paesi d'origine. E' un diritto
sancito dall'articolo 10 della nostra Costituzione".
Ecco perche' gli interventi che hanno suscitato in questi
giorni la reazione dell'Onu, del Consiglio d'Europa e della Cei
"sembrerebbero incostituzionali", dice Capotosti, e in ogni
caso non il linea con la stessa Bossi-Fini, che "li proibisce
per le donne con i loro bambini: su quelle barche c'erano
sicuramente dei minori". Quanto al monito del capo dello Stato
sul rischio che si diffonda una retorica xenofoba, il
presidente emerito della Corte costituzionale ritiene che sia
anche possibile ipotizzare una "connessione tra l'intervento
del Capo dello Stato e l'attivita' del Parlamento" ma non certo
la volonta' di frenare l'iter parlamentare. "Quello del
presidente della Repubblica e' un discorso di prospettiva sulla
coincidenza tra solidarieta' e integrazione": un discorso
dunque che pone il problema della scelta di adeguate politiche
di sviluppo, sostiene Capotosti. (AGI)
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