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SICUREZZA: DDL VERSO FIDUCIA, FINI
CONTRO PRESIDI-SPIA/ANSA
DOMANI VERTICE GOVERNO-MAGGIORANZA; PD, VIA REATO CLANDESTINITA'
+++AGGIORNA E SOSTITUISCE IL SERVIZIO TRASMESSO ALLE 18.29+++
(di Anna Laura Bussa)
(ANSA) - ROMA, 4 MAG - No ai presidi-spia: Gianfranco Fini
prende carta e penna per scrivere al ministro dell'Interno
Roberto Maroni, chiedendo chiarimenti ed esprimendo la sua
personale contrarieta' ad una delle norme contestate del ddl
sicurezza che domani arrivera' all'esame dell'aula
di
Montecitorio. Una norma, peraltro, che secondo il presidente
della Camera non trova riscontri nella normativa europea e
presenta profili di incostituzionalita' negando di fatto la
frequenza scolastica ai figli degli immigrati clandestini.
Domani, a Montecitorio, si procedera' all'esame degli
emendamenti ed e' quasi certo che verra' posta la questione di
fiducia, rispondendo cosi' alle richieste della Lega.
Maroni non vuole che la maggioranza si spacchi di nuovo
bocciando norme ''importantissime'' per il Carroccio come quella
del prolungamento della permanenza nei Cie (Centri di
identificazione ed espulsione) per gli stranieri irregolari, da
2 a 6 mesi. Per ben due volte, infatti, la norma e' stata
bocciata, sia alla Camera, sia al Senato, con voto segreto.
A preoccupare il ministro dell'Interno e' anche la norma
sugli appalti modificata a sorpresa alla Camera dalle
commissioni Giustizia e Affari Costituzionali. Per Maroni il
testo dell'articolo 34 ''deve tornare quello che e' stato
approvato'' a Palazzo Madama. La norma prevedeva che nessun
imprenditore che avesse subito un tentativo di estorsione senza
denunciarlo potesse partecipare a gare d'appalto pubbliche. E
che bastasse, per 'smascherarlo', la dichiarazione di un
testimone o di un imputato in un procedimento contro terzi.
I costruttori, Ance in testa, erano insorti chiedendo di
essere ascoltati. Dopo l'audizione, sia il Pd sia il Pdl (con
Manlio Contento) avevano presentato degli emendamenti per
mettere a punto ''una norma piu' garantista'', prevedendo (con
il via libera dei relatori Jole Santelli e Francesco Paolo Sisto
e il 'si' del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo)
l'esclusione da appalti solo il costruttore che risulti imputato
per favoreggiamento o per falsa testimonianza. Spaccando Lega e
Pdl, ma anche il governo, con il sottosegretario all'Interno
Alfredo Mantovano su posizione di grande contrarieta'.
Peraltro, divisioni si sono registrare anche nel Pd: a favore
della modifica si sono espressi il segretario Dario Franceschini
e il capogruppo in commissione Giustizia Donatella Ferranti,
mentre sul fronte opposto si e' posto Marco Minniti.
A conferma della volonta' leghista, oggi il capogruppo del
Carroccio, Roberto Cota ha annunciato un emendamento per
confermare l'articolo anti-racket originale. E anche il ministro
della Giustizia Angelino Alfano si e' schierato per il ritorno
alla norma originaria.
Infine c'e' la questione 'ronde', ma su queste si registra la
contrarieta' solo del centrosinistra (''cosi' lo Stato getta la
spugna'', ammonisce il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini)
perche' sul Pdl e Lega fanno fronte compatto.
L'articolo che potrebbe riservare sorprese, e' proprio quello
sui presidi-spia richiamato da Fini: la norma (duramente
contestata dal centrosinistra) prevede che l'immigrato, per
avere diritto a qualsiasi tipo di prestazione pubblica
(compresa l'iscrizione a scuola) debba presentare il permesso di
soggiorno. In caso contrario, scatta l'obbligo di denuncia
perche' la clandestinita', con questo ddl, diventa reato. Ed e'
proprio su questo punto che insiste il Pd che, con il capogruppo
Antonello Soro, si schiera con Fini, ma chiede che dal testo del
ddl sia eliminato proprio il reato di clandestinita'. Un'ipotesi
alla quale chiude nettamente il presidente dei deputati del Pdl
Fabrizio Cicchitto.
Tuttavia, ci sono al momento troppi punti a rischio e troppi
i voti segreti perche' la Lega possa ritenersi tranquilla. E
domani Maroni incontrera' gli altri esponenti del governo tra
cui il Guardasigilli Alfano e il ministro della Difesa Ignazio
La Russa, per fare il punto. Ma e' quasi certo ormai che si
decida di ricorrere alla fiducia.(ANSA).
Sicurezza/ Ferrero: Bene Fini, si cancelli
reato clandestinità
Norma su 'presidi-spia' è una vera vergogna
Roma, 4 mag. (Apcom) - "La norma dei presidi-spia, che
consentirebbe di negare l'iscrizione alle scuole dell'obbligo dei
minori stranieri privi di permesso di soggiorno, è una vera
vergogna e bene ha fatto il presidente della Camera Fini a
sollevare problemi di costituzionalità con il ministro
dell'Interno Maroni". Lo afferma Paolo Ferrero, segretario
nazionale del Prc.
"Alla base di tutte queste norme, però, esattamente come per
quella che riguardava i medici-spia, c'è il reato di immigrazione
clandestina, un aborto giuridico possibile solo perchè nel nostro
governo la Lega Nord, su temi dell'immigrazione, la fa da
padrone. Il ddl sicurezza è pieno di provvedimenti
di questo
tipo, oltre che di assurdità e di paradossi. Ora Fini prenda il
corgaggio a due mani e chieda al governo l'unica cosa vera da
fare, e cioè la cancellazione del reato di immigrazione
clandestina, una vera assurdità", conclude.
DDL SICUREZZA. DENUNCIA IMMIGRATI, I
MEDICI SCRIVONO A FINI
LE SIGLE DELLA DIRIGENZA MEDICA: "PROBLEMA IRRISOLTO".
(DIRE) Roma, 4 mag. - "Le organizzazioni sindacali della
Dirigenza medica desiderano anzitutto ringraziaLa per i Suoi
numerosi e positivi interventi in favore della eliminazione
dell'obbligo di denuncia da parte dei medici degli immigrati
irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie contenuto
nel cosiddetto pacchetto-sicurezza". Comincia cosi'
la lettera
che le sigle della dirigenza medica hanno inviato al presidente
della Camera, Gianfranco Fini, al quale, pero', fanno notare che
"il problema rimane in parte irrisolto e fonte di ambigue
interpretazioni".
Il disegno di legge sulla sicurezza, pur
ripristinando
l'esenzione del personale sanitario dal obbligo di segnalare
all'autorita' i pazienti clandestini, "non considera la nuova
situazione che si e' determinata alla luce dell'istituzione del
reato di clandestinita'. La qualifica di reato dello stato di
clandestinita' obbliga il medico in quanto pubblico ufficiale a
denunciare il clandestino in quanto tale. La norma approvata
dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera
esenta i sanitari dalla segnalazioni all'autorita', come previsto
dal precedente dettato legislativo, ma non esenta i sanitari
dalla denuncia all'autorita' giudiziaria".
Occorre, pertanto, "un provvedimento legislativo, che integri
l'articolo 35 comma 5 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n.
286, come ipotizzati dall'emendamento che viene di seguito
riportato, esplicitando espressamente l'esenzione del personale
sanitario anche per quanto riguarda la denuncia penale
all'autorita' giudiziaria". "Sollecitiamo l'approvazione di
questo emendamento- chiude la missiva- per ripristinare un clima
di serenita' e chiarezza che consenta alle professioni sanitarie
di svolgere il loro compito istituzionale coerentemente con i
dettati del codice deontologico e la prassi abituale sancita
anche da convenzioni internazionali sul libero accesso da parte
di tutti alle cure mediche".
A firmare la lettera, ANAAO ASSOMED, CIMO ASMD, AAROI, FP CGIL
MEDICI, FVM, FEDERAZIONE CISL MEDICI, FASSID, FESMED, FEDERAZIONE
MEDICI UIL FPL.
Sicurezza/ Turco: Fini dica parola
definitiva contro ddl
Reato immigrazione è la madre di tutti i problemi
Roma, 4 mag. (Apcom) - "Fini dica una parola definitiva contro il
ddl sicurezza". Lo chiede al presidente della
Camera la
capogruppo del Pd nella commissione Affari sociali, Livia Turco
che aggiunge: "Apprezzo il contenuto della lettera al ministro
Maroni, ma non ci sono soltanto i medici-spia e i presidi-spia,
quel provvedimento è pieno di assurdità e paradossi".
"Penso alle norme sui ricongiungimenti familiari, che rendono di
fatto impossibile il ricongiungimento con un genitore naturale
quando uno dei due genitori è morto o sconosciuto, così come a
quella norma aberrante che lega il matrimonio al permesso di
soggiorno, oppure all'impossibilità di iscrizione alla anagrafe
per chi non vive in appartamenti con requisiti socio sanitari
adeguati. Tutto questo in un paese dove per rinnovare o avere il
permesso di soggiorno ci vogliono almeno due anni a causa della
lentezza della macchina burocratica. Con le follie di quel
provvedimento si potrebbe recitare un rosario. Chiedo a Fini -
conclude Turco - parole definitive a partire dalla cancellazione
del reato di immigrazione che è la madre di tanti problemi".
Sicurezza/ Fini: Ho posto problema a Maroni,
attendo risposta
Domani vertice di maggioranza
Roma, 4 mag. (Apcom) - "Ho posto il problema a Maroni. Ancora non
ho avuto risposta, domani ci sarà un vertice di maggioranza". E'
quanto afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini
interpellato a margine di un intervento all'università Luiss in
merito alla lettera inviata al ministro dell'Interno Roberto
Maroni, nella quale ha espresso perplessità sulla norma sui
'presidi-spia' contenuta nel ddl sicurezza.
SICUREZZA: DDL; FINI, MARONI NON RISPONDE
SU 'PRESIDI-SPIA'
DOMANI VERTICE PDL-LEGA
(ANSA) - ROMA, 4 MAG - ''Ho posto la questione a Maroni ma
non ancora ricevuto risposta. Domani ci sara' un vertice di
maggioranza''. Risponde cosi' il presidente della Camera
Gianfranco Fini a margine di una lezione tenuta all'universita'
Luiss sulla storia della destra italiana, ai cronisti che gli
chiedono se il ministro dell'Interno Roberto Maroni abbia
risposto alla lettera in cui il presidente di Montecitorio
chiedeva dei chiarimenti sui cosiddetti 'presidi-spia''.(ANSA).
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