MANIFESTAZIONE DI ROMA 24/02/2001

L’As.So.Di.Pro. ha svolto, sabato 24 febbraio u.s. a Roma, la programmata manifestazione nazionale dei militari, di ogni ordine grado e condizione.

A nome di tutta l’Associazione desidero rivolgere un caloroso ringraziamento a tutti i partecipanti, in particolare a quelli che affrontando notevoli disagi sono giunti dalle città più lontane.

L’imponente partecipazione di oltre quattromila persone è andata molto oltre le aspettative, e ci ha ampiamente ripagato degli sforzi organizzativi e della tensione della vigilia.

E’ stata una testimonianza notevole che, tramite le adesioni e le sinergie messe in campo, ha largamente dimostrato che nella categoria il malessere esiste ed è profondo.

Con orgoglio riaffermiamo che non c’è stata nessuna strumentalizzazione partitica, bensì solamente una forte volontà di presenza, con la quale si è voluto dare alla classe politica un segnale tangibile dell’esigenza di interventi veramente riformatori per il settore.

Non si può non evidenziare però che, sulla manifestazione, è stato imposto il silenzio degli organi di informazione da parte dei poteri forti della società. Infatti solo alcuni giornali hanno riportato la cronaca dell’avvenimento, nonostante tutte le testate giornalistiche, sia scritte che parlate e visive, fossero stati preavvisati e convocati in piazza per la conferenza stampa.

Si è trattato quindi di una ulteriore dimostrazione di incapacità, purtroppo, della gran parte della informazione italiana, di esprimere la propria professionalità e di non farsi condizionare dalle varie autorità, siano esse economiche, politiche e istituzionali.

Tuttavia siamo tutti ben consapevoli che le istituzioni sanno con esattezza quanto è avvenuto e perché.

D’altronde oltre agli organi d’informazione che hanno riportato la cronaca dei fatti, sicuramente la presenza notevole degli appartenenti ai servizi, se hanno svolto il loro lavoro con competenza, dovrebbero aver relazionato in maniera completa e corretta.

Non di meno l’Associazione è sempre a disposizione per ogni eventuale chiarimento con qualsiasi autorità.

L’operazione di silenzio sui mass media non ha comunque impedito la perfetta riuscita della manifestazione, che si è concretizzata in una importante testimonianza di democrazia partecipativa, di civiltà comportamentale e completa fondatezza delle motivazioni che hanno generato la dimostrazione.

Ragioni che sono state successivamente estesamente illustrate, al convegno con le forze politiche che è seguito subito dopo la manifestazione.

Il Nuovo Giornale dei Militari, che ha collaborato con l’As.So.Di.Pro. per l’organizzazione della manifestazione e del convegno, ha pubblicato sul n° 8/9 del 5 marzo un ampio resoconto degli avvenimenti.

Particolare lustro alla manifestazione e al convegno è stata data dalla presenza del Presidente dell’EUROMIL, Jens Rotboll. L’EUROMIL è una associazione europea della quale fanno parte, compresa l’Assodipro, 26 fra sindacati e associazioni di militari appartenenti a 19 nazioni. Rappresenta circa 500 mila militari di ogni ordine e grado, sia in servizio che in quiescenza, di tutti i paesi europei.

Rotboll ha ribadito in assemblea l’impegno che l’Italia ha assunto nel 1984, firmando la convenzione europea, che stabilisce i diritti dei militari ed ha anche evidenziato che, l’impegno delle forze armate in ambito europeo debba avvenire in completa sicurezza per gli operatori.

In fine ha dichiarato la completa disponibilità dell’EUROMIL, a supportare i militari italiani nel loro impegno per la conquista dei diritti democratici.

Unico contrattempo forse della giornata di mobilitazione, è stato la limitata capienza della sala dove si è svolta l’assemblea.

Difatti la capacità dei locali ha potuto contenere, purtroppo, solo alcune centinaia di partecipanti, costringendo i restanti a rimanere fuori dalla riunione. Un ulteriore inconveniente, non dovuto alla nostra volontà, ha riguardato la presenza al convegno di solo quattro partiti, malgrado avessimo invitato tutte le organizzazioni politiche, nessuna esclusa. Ciononostante il dibattito è stato estremamente interessante, e tutti gli interventi politici hanno promesso un maggiore e più incisivo impegno nell’elaborazione politica afferente la condizione militare.

Dopo la relazione introduttiva tenuta dall’Associazione è intervenuto un membro di un COIR, che ha denunciato un fatto grave avvenuto in una caserma. Si tratta di un comandante che ha denunciato alla Procura Militare un Aiutante, solamente perché il sottufficiale, durante una pausa al circolo per il caffè, parlava con un collega della manifestazione del 24 febbraio. A nostro avviso siamo di fronte ad una limitazione dei diritti del singolo militare, che nulla hanno a che fare con l’ipotesi di reato. Ma sarà sicuramente la giustizia militare, in cui riponiamo la massima fiducia, a ridimensionare il fatto e ridare piena fiducia nelle istituzioni al sottufficiale. L’Associazione ha in ogni modo assicurato all’Aiutante tutta la solidarietà morale e materiale.

E’ seguita poi la relazione introduttiva sulla condizione militare, la quale ha affrontato tutte le problematiche inerenti la categoria che in questi anni hanno fatto crescere un profondo malessere tra il personale.

Malumore che è stato ampiamente confermato e spiegato dagli interventi dei delegati COCER, che hanno preso la parola, i quali hanno puntualizzato taluni aspetti inerenti la concertazione per quanto attiene il contratto, le aspettative della categoria relativamente al riordino delle carriere, ed evidenziato talune patologie dovute alla condizione militare.

Successivamente agli interventi del personale hanno preso la parola i vari politici partecipanti al dibattito che, indistintamente, hanno condiviso pienamente l’analisi e le considerazioni contenute nella relazione introduttiva. C’è stato solo un politico che ha espressamente affermato la indisponibilità del suo partito, alla ipotesi di una sindacalizzazione del settore militare.

Condividendo però tutto il resto del contenuto della relazione. E’ intervenuto anche un sindacalista della Polizia Penitenziaria che, dopo aver brevemente riassunto il processo democratico avvenuto nel comparto, ha approvato totalmente gli argomenti del documento introduttivo, chiedendo che lo stesso venisse fatto proprio dall’assemblea con una votazione.

La presidenza facendo propria la proposta, pienamente condivisa, sottoponeva al consenso dell’assemblea la relazione introduttiva, che diventava così un documento politico programmatico della riunione.

Tale atto è stato approvato all’unanimità per acclamazione, da tutti i partecipanti al convegno. Il presidente dell’assemblea ha infine chiuso i lavori, con una breve sintesi e ringraziando di nuovo tutti i partecipanti alla manifestazione.

Confermando altresì a tutti i presenti che l’As.So.Di.Pro. proseguirà il suo impegno quotidiano.

Con la certezza che il processo di democratizzazione delle forze armate, non consiste solo nell’assicurare al personale reali strumenti di auto tutela per la difesa della condizione militare, ma anche nel dare certezza al Paese che i militari, avvalendosi dei propri diritti, potranno a loro volta difendere i diritti dei cittadini e le liberà democratiche.

ROMA 24/02/2001

IL SEGRETARIO GENERALE
ALBERTO TUZZI