DIFFIDATE  DALLE   “ OPERAZIONI “DI  FACCIATA

 

Un noto settimanale di enigmistica porta sotto la testata un avvertenza che mette in guardia i lettori dalle imitazioni.

Probabilmente anche l’ASSODIPRO dovrebbe  , visto ciò che  è accaduto ed ampiamente illustrato  nelle precedenti edizioni dal presidente ASSODIPRO Emilio Ammiraglia, inserire questo tipo di avvertenza.

Infatti sulla scia  della nostra associazione sono nate una miriade di organizzazioni che, pur con forme associative e caratteristiche diverse, tentano di scimmiottare  maldestramente l’ASSODIPRO , fin qui nulla di male, anzi è un fatto estremamente positivo che il personale per far valere i suoi diritti si organizzi democraticamente.  Purtroppo c’è qualcuno che ha usa argomentazioni al limite della diffamazione nei nostri confronti mentre altri  per raccattare consensi stanno  mettendo in atto subdole e ambigue manovre  con lo scopo precipuo di avere visibilità a livello personale.

Altrimenti non sono assolutamente spiegabili le pretestuosità messe in atto per prendere un’altra strada , da chi già da  parecchio tempo aveva deciso e con una buona dose di faccia tosta chiedeva  insistentemente un’incontro con l’esecutivo senza voler nemmeno accennare l’argomento da discutere. Incontro  che, a posteriori, non ha meritato di avere quando si è scoperto che il motivo era quello di discutere se il loro allontanamento doveva essere più o meno indolore!  Al “nemico interno” che fugge…… ponti d’oro….e buona fortuna! Salvo restituire ciò che  non vi appartiene, perché questa volta nessuno potrà impunemente,come è accaduto in passato, allontanarsi in questo modo senza pagarne le conseguenze.

 A questo punto viene da domandarsi come hanno fatto a procurarsi i mezzi  per incontrarsi e tramare contro l’Associazione? Con tutto quello che noi abbiamo messo a loro disposizione sia dal punto di vista economico che a livello di conoscenza.

Tuttavia è bene avvisare che a chi ci chiede delucidazioni  stiamo spieghiamo per filo e   per segno che costoro alla strada dell’autonomia di pensiero e d’azione hanno preferito altro,forse anche promesse di  finanziamento da chi  poi chiederà conto di quanto sapranno  organizzare.

Questo mio ragionamento è la deduzione logica di quanto sta accadendo, perché è già accaduto in un recente passato senza  che i transfughi  abbiano lasciato traccia alcuna  sia sul loro cammino che sulle  loro presunte strategie politiche.

Alla base di questo comportamento c’è inanzitutto una paurosa carenza di democrazia, perché  le decisioni assunte dagli organi statutari anche con maggioranze risicate, vanno rispettate e accettate , non possono essere ribaltate se non esiste la consistenza numerica per far valere le proprie ragioni.

Infatti persino Socrate enunciava che “vi sono persone affatto incolte che amano spuntarla ad ogni costo” incuranti di qualsiasi conseguenza che le loro azioni possono generare anche nei confronti di chi si accinge a seguirli. Oltre a questa specie umana esistono anche coloro che “passano il tempo nel disputare il pro e il contro e finiscono per credersi divenuti i più sapienti di tutti per aver compreso essi soli che, sia nelle cose sia nei ragionamenti non c’è nulla di sano e di saldo, ma tutto ….[……] va su e giù, senza rimanere fermo in nessun punto neanche un istante”.

 L’insegnamento da trarre da queste affermazioni vecchie di secoli, ma ancora attualissime è di stare costantemente attenti da questi pericoli che sono speculari l’uno all’altro e se, nel caso ci sono personaggi che incarnano tutt’e due i modi di agire e ragionare allora è meglio, molto meglio  non averci nulla a che fare.

Nel nostro caso la decisione di dare la più ampia autonomia ad un comparto dell’associazione è stata largamente condivisa, ragion per cui cade miseramente anche questo pretesto e rimane in piedi solamente l’assolutivismo di un gruppo  di persone che crede di aver in tasca la verità assoluta e con questa convinzione crede di poter arrivare presto e bene  al traguardo magari accompagnati da qualcuno che farà da cane-guida come è d’uso per i non vedenti!

Noi abbiamo sempre preferito camminare sulle nostre gambe  finanziando la nostra vita associativa esclusivamente attraverso le quote annuali dei nostri associati.

Certo così è più duro  e faticoso tenere aperte le Sedi, pagare luce, acqua, riscaldamento telefono e capire quotidianamente “de visu chi si rivolge a noi per risolvere i problemi, però siamo liberi moralmente e intellettualmente e, fino a quando il consenso non ci mancherà andremo dritti per la nostra strada con onestà, coerenza e determinazione senza dover, comunque vadano le cose, ringraziare nessuno.

Forse è proprio  questo modo  d’agire coerente e onesto  che ci ha permesso  prima di costituire un ‘associazione di questo genere e da più di un decennio essere in prima linea  vivi e vegeti, nonostante i colpi bassi che ci provengono da ogni direzione.

Crediamo che questo sia il metodo più impegnativo ma senz’altro migliore per perseguire l’obiettivo di dare consistenza politica, numerica e conseguentemente contrattuale alla nostra associazione così come già avviene in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea, oltre a permettere la crescita costante di chi ci segue.

Legarsi a questo o a quel carro significa anche dover accettare compromessi e se coloro a cui sei legato decidono che devi farti da parte ,anche momentaneamente, tu devi obbedire e , senza accorgertene  accetti anche  che nel mondo esterno  ci sia qualcuno che ti dice cosa fare:   come in caserma!

 Allora tanto vale accettare la rappresentanza così com’è, accettare di dover sottometterti a questo a quel politico per ottenere, forse, quello che comunque è un tuo sacrosanto diritto.

Se la paventata fuga per creare qualcosa d’altro è rispondente alla realtà è un fatto grave, se invece come si sostiene adesso, è  una provocazione per ottenere non si capisce bene cosa: è un fatto gravissimo che non merita altra perdita di tempo!

L’età dei giochi è finita da un pezzo e continuare a giocare diventa un passatempo molto pericoloso per tutti perché rischia di farci perdere di vista molti obiettivi e stanca soprattutto coloro che assistono alla contesa senza capirne i motivi e soprattutto rischiano d’intervenire a sproposito perché non conoscono  bene né i fatti e né le persone.

Allora è molto meglio  allontanarsi da costoro in modo che possano continuare a giocare con chi glielo consentirà e, nel caso non trovassero nessuno giocheranno da soli come dei bambini capricciosi.

 

Nel corso dell’ultimo decennio abbiamo assistito alla nascita e al declino di altre realtà associativa e pensiamo che, anche questa volta il tempo sarà, come sempre, galantuomo : non ci resta che aspettare. 

 

 

                                                                               Carlo Di Carlo

                                                                      vice presidente ASSODIPRO

ngdm 17 mag 2006