APPARENZA, REALTA’ e VERITA’
..bisogna far fuoco con la legna che abbiamo nel buio
procediamo
a spanne e tentoni.. - La via
dell’incertezza
DALLA CIRCOLARE: “LINEE GUIDA PER LA
GESTIONE DELLE MISSIONI NAZIONALI ED
ESTERE DEL PERSONALE MILITARE – cap.
4463”
Giorni addietro, mentre commentavamo con
alcuni colleghi le ultime linee guida
per la gestione delle missioni nazionali
ed estere, qualche amico osservava che i
nostri Capi di FF.AA avrebbero dovuto
eccepire con maggiore fermezza e gridare
allo scandalo rispetto a quanto sta
accadendo in questi ultimi tempi. Con la
scure e la delicatezza di un elefante
ci si vede tagliare a man bassa tutto e
di più. Una crisi che non fa
prigionieri, si passa dall’allungamento
dei periodi minimi di abbigliamento,
alla riduzione di gasolio per
riscaldamento, soppressione navette per
il personale, straordinario ridotto,
cure termali a carico dei curanti, le
lettere di comunicazione tra i vari
uffici vengono fatte con carte riciclate
annullate con una barra, e chi più ne ha
più ne metta. Addirittura, circolano le
voci di un cambio orario di lavoro
studiato ad hoc per evitare la mensa e
risparmiare qualcosa. Non una questione
relativa all’ottimizzazione della
produzione che passa attraverso una
rivisitazione dell’orario di lavoro,
niente di tutto questo, per evitare la
spesa della mensa bisogna evitare di
dare da mangiare ad affamati ed
assetati.
In mezzo a tante ristrettezze ovviamente
il capitolo sulle missioni non poteva
che subire delle riduzioni. Le linee di
riferimento delle recente circolare
dell’AM hanno un esordio indelebile
“..fissano le modalità e criteri per il
più oculato impiego delle risorse in
questione tra i quali si evidenziano, in
particolare, l’obbligo di fare ricorso,
quale strumento ordinario,
all’istituto della aggregazione
(sussistendone le condizioni) nonché la
possibilità di autorizzare il regime
forfetario solo in presenza di effettiva
economicità per l’AD, da attestarsi con
formale decretazione”;
Ma come si contiene la spesa? Cosa deve fare un Comandante per ridurre la spesa? E’
interessante constatare quali metodi di
gestione manageriali sono indicati nella
circolare, più che delle norme certe,
linee guida che non lasciano spazio a
dubbi, danno l’idea di una sorta di
regole di “buon senso”. Per chi non
è abituato a gestire si davano per
scontate, viceversa, probabilmente non
lo sono mai state.
Ma vediamo cosa si cita nella nuova
direttiva come linee guida:
“..utilizzo sistemi alternativi quali
posta elettronica, fax, posta ordinaria
-accorpamento di più esigenze - uso del
mezzo di trasporto economicamente più
vantaggioso per l’AD - attivazione di
convenzioni con agenzie turistiche per
l’acquisto di titoli di viaggio -
organizzazione delle attività presso
Enti che possono ospitare -
partecipazione a
rappresentanze/cerimonie limitate a
quelle in cui è richiesta formalmente la
presenza”. Nei casi in cui la
missione è irrinunciabile prevedere il
ricorso alle missioni orarie, impiegare
le professionalità vicino agli Enti
ubicati nell’area di missione, puntuale
rispetto delle disposizioni che
prevedono il rientro giornaliero in sede
nelle località di missione distanti meno
di 90 minuti (tempo desunto dagli orari
ufficiali della stazione fermata di
partenza a quella di arrivo del mezzo
pubblico). Nell’uso dell’aggregazione è
fatto obbligo di accertarsi che l’Ente
di destinazione possa aggregare il
proprio personale (ci mancherebbe solo
questo).
E’ altresì interessante richiamare quali
sono i criteri di alloggiamento.
Risulta quanto mai opinabile
affermare che:
”..lo standard della direttiva SMA
LOG-012 ED 2005 non è vincolante è solo
una tendenza da considerare. La
sistemazione in posto singolo non
costituisce elemento vincolante, possono
essere considerate anche sistemazioni
multiple”. Ammesso e non concesso,
verrebbe da chiedersi, fino a quanti si
possono sistemare in una cameretta,
tre/quattro/cinque, uno sull’altro con i
letti a castello? Se non è un vincolo
l’alloggio singolo a maggior ragione non
lo è quello multiplo con “n” persone. La
circolare continua: “..Sono altresì
parametri da considerare la durata della
missione e la tipologia di attività , ad
esempio attività operativa potrebbe non
aver bisogno di chi deve studiare..”.
Anche in questa modalità, si coglie
uno spirito vacuo e aleatorio, chi ha un
minimo di anni di servizio conosce bene
dietro talune diciture “operative,
imprescindibili, di servizio” quali
sperequazioni si nascondono, sono frasi
cosi abusate che il giorno che saranno
utilizzate a ragione nessuno ci crederà,
un po’ come la storiella del contadino
che gridava “..al lupo, al lupo..”..
Prima del 2005 bisogna ricordare che
esisteva la SMA/LOG-405 dal lontano
1977, già allora si stabilivano i
criteri e le caratteristiche degli
alloggiamenti collettivi. In quella
direttiva si prevedeva per il
maresciallo/ufficiale una situazione
alloggiativa in camera singola con
bagno, nientemeno una ILA del 1986
definiva l’arredo. In questa via
tantissime sono state le delibere dei
vari livelli di rappresentanza che
chiedevano l’applicazione di detta
circolare. Quella del 2005 tanto
richiamata, la SMA/LOG-012, a cui spesso
ci si riferisce come una tendenza
ispiratrice per il futuro, a sua volta
si rifaceva ad una serie di SMA degli
anni passati.
Il problema del “CENSIMENTO della
situazione alloggiativa”,
dell’”ADEGUAMENTO dei livelli di comfort
corrispondenti”, della “sperequazione da
evitare a favore dell’unità di
trattamento”, è un problema datato
in cui la mancata soluzione è stata
motivo per ampliare le garanzie in
ambito contrattuale.
Anche grazie a questi mancati
adeguamenti alloggiativi, tutti di
natura interna alla difesa, nei
contratti successivi sono state definite
alcune certezze tanto che le stesse SMA
citate nelle premesse, evidenziavano che
a seguito della nuova normativa,
“..il ricorso all’aggregazione può
essere statuito con provvedimento
motivato.. ove siano rilevate esigenze
operative od obiettive situazioni di
pericolo tali da rendere INDISPENSABILE
la presenza in campo del personale”.
Una cosa non mi è chiara è cambiata
la legge oppure siamo in una condizione
di pericolo e non lo sappiamo?
E’ evidente come le garanzie
acquisite faticosamente nel corso degli
anni non sono messe in dubbio, ma,
abolite direttamente! Ci troviamo
oggi in una sorta di paradosso da un
lato gli adeguamenti edilizi non sono
stati attuati, anzi vi è stato una
decadimento delle strutture, dall’altro
le leggi non sono attuabili
economicamente.
E’ curioso l’invito che viene fatto
nella circolare agli alti Comandi,
“..dovranno porre in essere le azioni ad
elevare lo standard degli alloggi
esistenti fino ai livelli della SMA LOG
2005”.
Niente di più e niente di meno di quanto
si diceva già nel “77 e poi puntualmente
ripetuto in ogni successiva direttiva.
Sembra una sorta di monito che non
sta mai male ad inserirlo, dimostra la
buona volontà ed aiuta a digerire l’olio
di ricino.
Tra obblighi, direttive ed inviti non
mancano le preoccupazioni come quelle
per “..salvaguardare l’uniformità di
trattamento dl personale impiegato in
missione, il comandante designerà, sulla
base delle specifiche esigenze operative
chi dovrà alloggiare in base. In
assenza di motivazioni diverse si
procederà dal personale meno anziano di
grado..”. Che lo spirito di
corpo si stesse perdendo è un dato
evidente, già in occasione
dell’indennità di Capo Nucleo si ebbe
questa sensazione di figli e figliastri,
il fatto che i privilegi si elevano a
sistema è veramente preoccupante! La
differenza che si crea tra uno che viene
aggregato nella cameretta, unitamente ad
altri colleghi, ed un altro che alloggia
in albergo di prima categoria in camera
singola è una enormità bestiale. Che
ricade oltre sulla persona in missione
su mogli e figli che desidererebbero
fare visita al proprio familiare. E’
possibile mettere su carta tanta
disparità? Sembra che le storture
dei riordini di carriere siano elevati
all’ennesima potenza senza alcun clamore
o ilarità. Bastano pochi centesimi di
graduatoria per far si che ad uno venga
garantito l’albergo ed un altro niente.
Pensare che per una stessa missione, un
collega alloggia in campo unitamente ad
altre due persone, mentre un altro
alloggia in albergo di prima categoria,
nel bel mezzo della città, mi sembra di
una forzatura tanto evidente quanto
inaccettabile. Come si può
giustificare questo obbrobrio?
Altra chicca di non poco conto è il caso
in cui vi sia indisponibilità di
strutture alloggiative, laddove non si
può fare ricorso al vitto alloggio a
carico dell’amministrazione aeronautica
bisognerà fare ricorso a strutture
militari viciniore anche di altra FA.
Certo che questo punto la disparità si
eleva a potenza. In effetti, la
direttiva citata è quella
dell’Aeronautica che i cugini e fratelli
delle altre FF.AA. per il momento non
hanno formulato la medesima
disposizione. Può così capitare di
essere ospitati da una caserma
dell’esercito mentre un maresciallo
dell’esercito, sempre in missione nella
stessa località, alloggi in albergo alla
facciaccia nostra. Vale lo stesso
discorso con un collega della Marina,
Finanza o Carabiniere. Non è la prima
volta che l’Aeronautica prende
iniziative particolari, ricordiamo la
DPD-01 sui Trasferimenti, oppure
l’applicazione del contratto (DPR
163/02) in cui per gli smontanti di
servizio, nei giorni festivi si
riconoscevano tre giorni anziché quattro
come le restanti FF.AA, per fortuna che
quest’ultima anomalia successivamente fu
sanata. E’ possibile che tutti i tagli
cadono sulla testa dell’aeronautica
oppure quest’ultima è la più oculata ed
attenta alle contingenze del paese?
A fronte di queste prima linea guida vi
è la seconda relativa al monitoraggio
della spesa attraverso un prospetto
quadrimestrale all’alto Comando, nonché
dello SMA. Tralascio questo aspetto in
quanto si potrebbe scrivere un romanzo,
se tutto si ripete come per il passato,
dagli inviti, moniti, attenzioni,
all’esigenza di porre in essere, ci
renderemo conto personalmente di quanto
non scritto, evidenziato e monitorato ci
lascia con l’amaro in bocca.
A parte la vacuità della circolare, qui
si evince una differenza sostanziale
tra l’APPARENZA ovvero la legge
che ci garantisce alcune prerogative, la
REALTA’ quella della Circolare a
riferimento, la VERITA’ ognuno
poi si adatta e si ricreano le
sperequazioni sempre biasimate e
puntualmente riproposte! Il punto su cui
non si trova risposta è quello che
qualora qualcuno non accettasse la grama
realtà, poiché la verità è ancora più
triste, se facesse richiamo
all’apparenza siamo sicuri che abbia
torto? In altre parole se non
accettassi un’aggregazione forzata,
capziosa e mi richiamassi a quanto
previsto per legge siamo sicuri che il
giudice mi darà torto?possiamo a buon ragione
parlare del mondo dell’apparenzaa. La
legge è solo apparenza, un mondo
teorico, ideale, un luogo esistente solo
nel caso tutto il resto vada bene.
Altrimenti si entra in un sistema
transitorio in cui ci si aggiusta come
si può. Non dimentichiamo che il
pernottamento in albergo garantisce una
privacy tutta particolare che permette
di distinguere la vita di caserma da
quella privata.
Il nostro Cocer di fronte a tanta
oculatezza ha messo il silenziatore, in
mezzo a tanti comunicati ha pensato bene
di evitare l’argomento. Una volta tanto
è stato preso sul serio e lo SMA ha
immediatamente esteso il trattamento di
aggregazione, che in un primo momento li
aveva esclusi, anche ai Rappresentanti
Cobar/Coir/Cocer. Per il Cocer, meglio
che niente, rimane solo la possibilità
di mangiare al ristorante a differenza
degli altri. Così il cerchio si è
chiuso, siamo tornati indietro in tutti
i sensi a prima della 382/78, al 1977
tempo della SMA/LOG-405, tempo in cui
si sperava in nuove costruzioni non solo
edilizie ma di pensiero, di diritti e
maggior giustizia sociale anche per i
militari.
Nel frattempo che qualcuno si rivolga al
giudice per chiarire se una circolare
può venire meno ad una legge, faremo
risuolare le scarpe, toglieremo i
pallini ai maglioni, faremo i risvolti
alle camice e cercheremo di metterci
qualcosa di nostro per questa nostra
amata e mal combinata forza armata.
Addì, 6 Maggio 2006
KRONOS
il Lupo della Sila