"..ESSERE O NON ESSERE ovvero SINDACATO
O RAPPRESENTANZA.."
L'annoso dilemma Rappresentanza o
Sindacato finalmente potrebbe essere
risolto dalla proposta del Senatore
Malabarba. Poco più di un mese fa
l'onorevole ha presentato un disegno di
legge che intende salvaguardare, come si
suol dire, "capre e cavoli" suddividendo
le competenze ed escludendo alle
organizzazioni sindacali la disciplina
ed il servizio. Si tratterebbe un doppio
sistema di rappresentanza con competenze
complementari. Già in passato proposte
simili sono rimaste dichiarazioni di
intenti ma questa volta potrebbe essere
quella buona, d'altra parte, nel
programma dell'attuale governo questo è
stato un richiamo preciso.
Ovviamente, la proposta è perfettibile
si possono definire e focalizzare in
modo più dettagliato le competenze, le
esclusioni, la composizione e tutto il
resto ma
è
interessante notare i principi che
l'alimentano. E'
evidente che l'esercito professionale ha
reso superato lo strumento
rappresentativo nella sua origine. Il
personale di leva in coscrizione
obbligatoria, "nucleo maggioritario"
componente le Forze Armate doveva essere
in qualche modo garantito con una forma
di espressione delle istanze collettive,
venendo oggi a mancare questa componente
quell'obbligo dell'amministrazione
avrebbe un significato diverso. A che
titolo dovrebbe farsi carico appieno
delle richieste del personale che
volutamente ha deciso di intraprendere
la strada militare piuttosto che un
altra? Le questioni contratto, istanze
collettive appartengono ad una
"categoria", "raggruppamento", "ordine
professionale" più che
all'amministrazione di cui sono
dipendenti. L'amministrazione, il
dirigente non è il titolare dell'impresa
è il gestore in una struttura complessa
che è lo Stato. Il compito di uno Stato
e che tutte le strade che il cittadino
intende percorrere, siano nella norma e
che garantiscono la pari opportunità e
dignità di tutti. In effetti, non si
comprenderebbe per quale motivo, pur
appartenendo allo stesso Comparto
Sicurezza CC, GF, Polizia e pur
svolgendo sostanzialmente il medesimo
servizio, si differenziano nel sistema
di Rappresentanza. Aggiungo, non si
comprenderebbe il perchè molti dei
nostri cugini europei hanno superato da
anni questo dilemma risolvendolo a
favore di una libera scelta piuttosto
che eludere la questione.
Altro passaggio importante che si legge
nella relazione introduttiva del
Senatore è laddove si dice che "..Consigli
esistenti, stretti tra insensibilità
della linea di comando e ambizioni
politiche di alcuni loro membri che
hanno talvolta cercato, in tempi
recenti, di condizionare l'attività". E'
chiaro che i riferimenti ad una
politicizzazione delle problematiche "per
ambizioni personali" è una
sottile evidenziazione dello sforamento
delle competenze dei Rappresentanti
rispetto alla legge che li aveva
originati. Senza alcuna delega politica
dalla base rappresentata, sono fervidi
oppositori a parole mentre nei fatti
ricevono proroghe al proprio mandato.
Come si può essere l'una e l'altra cosa
senza entrare in contraddizione?
Si potrebbero fare tanti altri esempi di
un comportamento nel segno del dualismo
ma su questo aspetto le maldicenze sono
molte e non vale la pena di ritornare.
Mi preme invece constatare che nel
disegno di legge
scompaiono i Consigli Intermedi (Coir) e allo stesso
tempo vengono rafforzati quelli
nazionali (Cocer). I
Consigli
Nazionali sono tali
perchè i loro delegati sono votati
attraverso delle liste su tutto il
territorio. In questo modo è possibile
pensare che si è effettivamente
investiti da una autorevolezza maggiore
poiché l'essere rappresentate non si
gioca su pochi voti di differenza o su
anzianità di servizio che fanno da
padrone. La nuova dislocazione di forza
armata suddivisa in Comandi Operativi e
non su base territoriale svuota
l'effettiva ragione dei Consigli
Intermedi lasciando loro solo una
funzione burocratica. Le problematiche
non sono risolvibili a livello
territoriale intermedio ma acquistano
una rilevanza centrale rispetto il
Comando Operativo di appartenenza.
Delle riforme e delle necessità si
discute da anni senza giungere ad una
reale soluzione della problematica
a
tal proposito ripropongo in questa
occasione un mio scritto di qualche anno
fa in cui evidenziavo una contraddizione
logica nella richiesta di una
Rappresentanza Forte, oggi è più che mai
attuale e vale la pena di rileggerlo.
Riusciremo a cambiare qualcosa? Concludo
con il famoso adagio "..fusse
che fusse la vorta bona".
Kronos il Lupo della Sila
Addì, 29/05/06