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Ricorso al TAR per avanzamento. E' stata
aperta una breccia importantissima !!!!
Sono un Ufficiale di Marina.
Un Capitano di Fregata che sta conducendo una vera "battaglia" per
dipanare e rendere
davvero equa e meritocratica la procedura d'avanzamento cosiddetta "
a scelta".
La problematica è densa di storture e anacronistiche metodologie che
sconfinano nella anticostituzionalità
e rasentano il paradossale (illogicità piena e verificabile).
Ho letto con moltissimo interesse la sua vicenda personale
analizzando i vari documenti
relativi al ricorso, all'appello dell'amministrazione e le varie
memorie difensive, nonchè l'ultima (ma non definitiva)
sentenza del Consiglio di Stato.
Condivido pienamente tutte le sue argomentazioni/motivi, eccetto
quella che si riferisce alla metodologia di avanzamento degli
Ufficiali
(490/97) che ritengo davvero analoga alla metodologia relativa
all'avanzamento dei Sottufficiali.
Tenga conto che anche per gli Ufficiali, ogni anno (in Marina) sono
valutati circa 500 Ufficiali appartenenti a vari corpi e ruoli,
e ciò comporta l'indisponibiltà di quello spazio temporale a cui lei
faceva cenno e una lunga serie di approssimative/superficiali
valutazioni (ovvero nessuna valutazione successiva al primo anno).
Comunque non posso in questa mia Mail dilungarmi molto, e moltissimo
avrei da riferire.
Ciò che è assolutamente evidente è la lacunosità delle attuali leggi
di avanzamento.
Tali lacune/carenze sono state più volte evidenziate dal TAR e dal
Consiglio di Stato attribuendole "sic et simpliciter" al legislatore
che in tal modo avrebbe lasciato (ribadisco "lasciato" e non
"concesso") ampio potere discrezionale.
Un potere discrezionale che ritengo assolutamente eccessivo ma
soprattutto non garante di equo giudizio.
Il giudizio espresso non possiede quelle caratteristiche
indispensabili di obiettività ed oggettività.
La commissione pur essendo composta da vari membri si uniforma ad un
giudizio precostituito (algoritmico).
Non può esistere un algoritmo così completo ed ottimale da garantire
oggettività, le variabili in gioco sono innumerevoli ed
incalcolabili.
Ogni membro dovrebbe invece esprimere un giudizio indipendente (in
busta chiusa, in forma segreta) e solo in tal caso aumenterebbe il
livello
di obiettività/oggettività.
Il punto cruciale è quindi ciò che lei ha ben evidenziato.
Il vuoto metodologico/normativo sulla fase più significativa e
rilevante del processo di determinazione/attribuzione del punteggio
di merito.
Ho molto apprezzato quindi il giudizio del Consiglio di Stato nel
punto in cui recepisce le argomentazioni difensive dell'amministarzione
(ovvero la mancanza/assenza dei criteri di attribuzione dei punteggi
ai vari complessi di qualità) poichè appunto la legge (carente e
lacunosa) nulla dispone all'argomento.
In tal caso il giudice ha preso atto della "non doverosità"
dell'amministrazione in punta di diritto.
Ovvero l'amministrazione non ha il "dovere" di procedere (e di
comunicare all'interessato) secondo una procedura che non è
definita/normata e pertanto semplicemente inesistente.
Una tesi senz'altro bizzarra e discutibile, laddove invece
risulterebbe in punta di fatto "menzognera/falsa" e quindi oggetto
di eccesso o abuso di potere.
Il giudice ha quindi espresso la necessità di conoscere "in punto di
fatto" ciò che accade in quella precisa fase, in cui peraltro
l'amministrazione ha comunicato di impiegare un sistema informativo
ed un software per gestire le procedure.
La breccia che si è aperta ( che lei ha aperto) consiste,
giustappunto, nell'aver messo in discussione una ormai radicata e
obsoleta convinzione.
Anche il TAR, inaccettabilmente, ha talvolta garantito che si
perpetuasse tale convicimento, ovvero che il giudizio sia espresso
"per astrazione"
senza nessuna particolare procedura, addirittura per un'assurda
"ponderazione globale", concetto logico inesistente.
La ponderazione (ovvero il fattore/criterio ponderale) si
applica sempre e soltanto su ogni elemento significativo e
successivamente ne deriva una sintesi che potremmo definire
ponderazione globale. Non può esistere una ponderazione globale
senza una ponderazione parziale.
Un'altra inaccettabile questione (per la quale sto preparando una
relazione ad hoc) è quella rappresentata dall'ormai "fantomatica"
scelta "assoluta" anzichè "comparata" (che i giudici ritengono
inamissibile).
L'attribuzione dell'aggettivo "assoluto" o "comparato" al termine
scelta è sempre inammissibile.
La fase "scelta" è inequivocabilmente distinta e separata dalla fase
"giudizio".
Nella letteratura scientifico/matematica una "scelta" è
semplicemente una "operazione logica" (non esiste un'operazione
logica "assoluta" o "comparata") eseguibile su un insieme in
relazione a criteri/requisiti di selezione prestabiliti (per
ricavarne un sottoinsieme) che devono essere riscontrati
"One-To_One" in ogni singola proprietà/qualità/caratteristica
posseduta da ogni singolo elemento oggetto dell'osservazione
appartenente all'insieme iniziale.
La scelta/selezione è banalmente e indiscutibilmente
attuata sull'oggetto "graduatoria di merito" in relazione ai
punteggi finali e ai quadri di avanzamento ovvero al banalissimo
"numero di persone da promuovere".
Il giudizio è sempre attuato "One-To_One" sul singolo individuo a
prescindere da ogni altra disposizione/vincolo logico e normativo.
Ogni giudizio emesso sul singolo individuo è ovviamente
condizionato/vincolato a criteri di uniforme logica attributiva.
In buona sostanza "stesso peso e stessa misura" ovvero identici
criteri di attribuzione.
Tali enunciati che ormai avrebbero acquisito "forza di legge"
ritengo siano privi di senso logico e pragmatico.
La norma prevede che l'attribuzione dei punteggi sia espletata solo
e soltanto "sulla base della documentazione ecc.." come se il
valutatore fosse chiamato ad esprimere il giudizio su un'opera
letteraria (ad es: premio Campiello) o addirittura su un'opera
cinematografica in cui il critico/valutatore, appunto, per semplice
"astrazione" derivante dalla propria e riconosciuta competenza,
esprima un giudizio ed un voto alle varie componenti
qualitativamente apprezzabili dell'opera.
Il sistema, secondo l'amministrazione, è rigoroso e preciso ma
sicuramente non cristallino.
Questo è il nocciolo della questione e gli obiettivi che saranno
conseguiti nei prossimi anni.
Maggiore trasparenza (a fronte di nessuna trasparenza) e possibiltà
di partecipare e verificare/controllare gli eventuali errori
(seppur compiuti in buonafede).
Tale possibilità è attualmente negata in toto.
I ricorsi al TAR risultano inconcludenti/deludenti e umililianti a
causa di una innumerevole serie di vincoli/limiti e vizi (formali e
sostanziali) che si trascinano da decenni di assoluta inerzia e
mancanza di volontà (tecnica o politica) di approfondire in modo
serio e democraticamente al passo con i tempi.
Concludendo questa mia Email, (ci sarebbe moltissimo altro da dire)
le chiedo di poter conoscere il giudizio definitivo della sua
vicenda, ovvero l'ultima sentenza del Consiglio di Stato.
La saluto cordialmente ribadendole il mio apprezzamento e la mia
stima.
Comprendo, per esperienza personale, che l'impegno in tale direzione
costa una fatica inenarrabile che non sempre conduce ai risultati
sperati.
Sono sicuro che la "battaglia" che sta conducendo la gratifica ben
più, poichè è una "battaglia" in nome di una collettività
e non in ragione del suo partiolare e legittimo interesse.
F. L.
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