IL CONVEGNO DEL 21 MAGGIO 2003
LA COERENZA DEL NOSTRO ESSERE-CONTAGIARSI PER CONTAGIARE

 

Stimare un evento come quello romano del 21 maggio scorso, evitando di riflettere sullo spessore del dibattito che in esso si è sviluppato, senza conoscere le esigenze che lo hanno determinato e gli obiettivi politici che gli organizzatori ( Assodipro - Nuovo Giornale dei Militari ) intendevano raggiungere è una operazione che ritenevamo estranea alla prudenza e alla ragionevolezza umana.
A smentire la regola, del parlare quando e se si ha qualcosa da dire, sono pervenuti nel caso in questione gli esperti dei numeri minimali che fissano nel "fiasco" il giudizio della riuscita dell'evento. Che dire? A tanta capacità d'analisi che è in grado di vedere fantasmi in una bianca radiografia di massa c'è poco da replicare: contro il pregiudizio e l'aprioristica ostilità la ragione arretra.
Chi conosce e segue Assodipro si è invece accorto che a Roma è scesa in campo la perseveranza di una organizzazione che non si rassegna alla indifferenza che mortifica la condizione militare; chi ha voluto ascoltare le ragioni, del nostro essere dentro la causa dei diritti e delle riforme che investono la società militare si è ugualmente accorto che esse non sono stati i miagolii di quattro gatti ma l'espressione di esigenze vere, sentite, condivise e diffuse oltre i confini di appartenenza d'arma e di categoria.
Che dal dibattito del convegno siano emerse larghe convergenze politiche e sindacali, circa l'insieme delle questioni di fondo sollevate da Assodipro è un fatto che conta, questo si e che la dice lunga sulla bontà del lavoro da essa svolto a sostegno dei diritti dei militari.
Se oggi intorno al bisogno di emancipazione dei militari è possibile registrare una mutata attenzione politica e una significativa disponibilità a supportarne il cammino è perché il lievito di Assodipro, il suo CONTAGIARSI PER CONTAGIARE feconda consensi,affinità,convergenze e voglia di esserci a riscontro di una idealità e di una coerenza progettuale che nessuna ridicola marginalizzazione confinerà nel ….deserto dei tartari.
E' a questa connotazione al confronto che consegniamo gli impegni per il nostro futuro autunnale; è insieme alla tanta solidarietà politica e sindacale acquisita alla causa, che ripartiremo per irrobustire l'esigenza dei cambiamenti che si impongono nella società militare e il fronte delle alleanze idoneo ad affermarli.
Lo faremo consapevoli che nessuna strada ci sarà spianata e che il nuovo non si affermerà abbaiando alla luna; lo faremo nel rispetto delle diversità che conferiscono dignità al nostro ruolo sociale, con la speranza di incontrare ancora tanti cuori antichi, smarriti nella conversione al credo del realismo del re; lo faremo infine per chi ha meriti da far valere e bisogni da soddisfare, per i nostri ultimi, per il loro futuro, la loro dignità e la loro serenità.
E' per questi orizzonti che continueremo nel nostro lavoro, malgrado gli esperti del pallottoliere.

AS.SO.DI.PRO.
Il Presidente
Emilio Ammiraglia