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QUESTA COALIZIONE POLITICA GIOCA A POKER,
BLUFFA E
SPERIAMO CHE PERDA
Siamo all'epilogo: l'approvazione delle Legge Finanziaria,
passata esclusivamente con la fiducia, ha definitivamente messo la parola
fine alla angusta questione degli alloggi per i militari, dando così
il via alla cartolarizzazione; questo per estreme esigenze del Tesoro. Con
tale manovra i vecchi occupanti saranno sfrattati o costretti a comprare,
peraltro senza alcuna agevolazione, dei vecchi alloggi; gli aspiranti occupanti
non sapranno più dove andare in quanto, a tale manovra, non segue alcuna
acquisizione di nuovi alloggi; ed infine il Ministero della Difesa, che ha
ceduto tali alloggi "per un piatto di lenticchie", si troverà
senza disponibilità immobiliare e senza soldi per poter procedere a
nuove acquisizioni. Tutti disagi naturalmente sopportabili a fronte del bene
comune
Inoltre, nell'ambito di tale contesto si sta cercando in tutti i modi di attuare
un nuovo sistema televisivo grazie alla ormai famosa Legge Gasparri che ha
tutta l'aria di essere un vero bluff, un grande dispendio di risorse economiche,
di difficile, se non completamente inutile attuazione.
Leggendo qua e là e vedendo qualche programma televisivo, che ancora
può vantarsi di portare questo nome, ho appreso che alcune fabbriche,
facenti capo a Società appartenenti al nostro Presidente del Consiglio,
hanno già prodotto il nuovo Decoder necessario all'adeguamento al "digitale
terrestre".
Ma come?!! Mi sbaglierò, ma mi sembra che la Legge Gasparri debba ancora
essere approvata!?! Quale saggio imprenditore comincerebbe una produzione
ex novo senza essere certo della vendita del suo prodotto?!! Quindi non solo
sembra un'azione studiata a tavolino e premeditata, ma l'attuale Legge Finanziaria
ne è la prova evidente, prevedendo anche un "bonus" che permette
di poterlo acquisire quasi gratis.
Qualcuno potrebbe turbarsi per quanto detto, ma a tutto vi è una spiegazione:
il Governo deve inevitabilmente riuscire a racimolare quelle poche centinaia
di milioni di Euro utili all'attuazione della manovra, e quindi, ha necessariamente
bisogno di attingerli da qualche fonte, sia essa l'alienazione dei beni patrimoniali
o più semplicemente le tasche di noi cittadini. Stando all'attuale
maggioranza, però, qualsiasi impegno può essere portato avanti
senza ritoccare le famigerate tasse. Ma senza di esse, che troppo platealmente
ricadrebbero sulle nostre spalle, quali potrebbero essere le altre risorse
economiche?
Naturalmente il lettore a questo punto avrà inteso il sottile velo
di incongruenza nell'azione di Governo, ma se ciò non dovesse bastare,
potrei proporre un altro quesito: la stessa cartolarizzazione ad esempio,
chi sta penalizzando ?
credo la risposta sia unica. Ma il discorso
non finisce certo qui.
Il vecchio sistema analogico, che vede la distribuzione di una miriade di
ripetitori su tutto il territorio nazionale, necessita inevitabilmente di
un ammodernamento per adeguarsi al nuovo standard televisivo. Le conseguenze
di questa operazione, dagli apparenti effetti innocui, sono state ben evidenziate
dal Sig. Andriani, responsabile dei Servizi Televisivi Innovativi della Telespazio,
al convegno sulla TV digitale terrestre, tenutosi a Vicenza il 4 Ottobre scorso
in occasione del SAT-EXPO. Senza entrare nel merito tecnico della sua relazione,
egli ha sostenuto che: "stime preliminari, quindi ancora da ritoccare,
svolte da RAI WAY, hanno rivelato che occorreranno molte centinaia di milioni
di Euro per estendere il servizio ad oltre il 90% del territorio nazionale,
quindi la soluzione da adottare è l'affiancamento del nuovo progetto
al preesistente sistema satellitare". Sembra una notizia dappoco, ma
rappresenta semplicemente il tentativo di rendere nuovo ciò che da
tempo è già stato testato, provato e accettato dagli Italiani:
la TV Satellitare, facendola passare, ai nostri occhi, per terrestre!
Non solo ci costringeranno ad accettare questa inutile innovazione, ma chi
ne pagherà gli effetti saranno anche le Aziende TV, che per ciascuna
rete dovranno sborsare oltre 150 milioni di Euro per trasformare gli attuali
impianti analogici e renderli compatibili con il nuovo standard. Poco ce ne
verrebbe da tale lieve, se non proprio trascurabile circostanza, sennonché
innumerevoli emittenti televisive "minori" si vedranno costrette
a chiudere i battenti, eccetto, ovviamente, quelle più "grosse",
come ad esempio RETE4. Non vorrei essere pedante, ma ricordiamoci che quanto
detto rientra nei canoni secondo cui il Governo sta portando avanti quell'opera
meritoria di par condicio, estesa indistintamente a tutti.
A fronte di tutto ciò, il nostro Ministro delle Comunicazioni
continua ad esser fiero della "sua legge", mal nascondendo la sua
completa ignoranza riguardo i contenuti della stessa, in quanto troppo tecnica
e forse più vicina alle competenze di un Ingegnere delle Telecomunicazioni.
Con la "Legge Gasparri", di sicuro, l'attuale Governo sta mettendo
a dura prova le poche sinapsi rimaste ancora integre nella nostra mente ed
essa, probabilmente, rappresenta l'ennesimo tentativo di somministrarci una
nuova pillola in maniera indolore, senza curarsi minimamente degli effetti
indesiderati. Infatti, mentre attraverso affermazioni, o più propriamente,
slogan pubblicitari, l'Italia, posta al cospetto degli altri paesi europei,
sembrerebbe essere l'ultima ruota del carro per quel che concerne il nuovo
sistema televisivo, la verità che si vuole nascondere è ben
diversa. E' sufficiente ricordare che l'Inghilterra, forse la prima ad aver
introdotto questo standard, ha già visto la Londinese ITV Digital fallire
per il forte insuccesso, con i suoi ben 1500 licenziamenti; stessa fine ha
seguito la Spagnola Quieto, e alcune emittenti Svedesi già nel lontano
1999.
Ebbene, credo sia inutile che continui a dilungarmi ulteriormente perché
ci si possa convincere dell'evidente conflitto d'interessi venuto allo scoperto,
ma non da meno risulta la contraddizione tra il testo della Legge, per alcuni
versi anche Incostituzionale, il comportamento della "maggioranza"
e la realtà delle cose. Purtroppo siamo ormai avvezzi al "Loro"
modo di procedere, ma questo ennesimo e profondo contrasto sembra avere tutte
le caratteristiche di un palese quanto insopportabile insulto all'intelligenza
di ognuno di noi: di fronte a cotanta prepotenza ricade nuovamente il saper
fare del padrone nei confronti del povero obbediente ignorante. Si ha l'impressione
che purtroppo, nonostante ci si trovi ormai nell'era delle tecnologie più
avanzate, delle innovazioni e soprattutto della cultura, siamo costretti a
mantenere queste vesti non più di nostra appartenenza. Fortunatamente
ci sono rimaste due cose, che nessuno potrà sottrarci: la capacità
di ragionare e la consapevolezza di poter abnegare il frutto delle ingiustizie
e delle contraddizioni. Allo stato attuale, però, non possiamo far
altro che rifarci a quel noto detto: "c'è sempre un prezzo da
pagare per il progresso"
malgrado siano sempre gli stessi a doverlo
fare: noi cittadini.
Non credo questa possa apparire come sufficiente consolazione, ma resta ben
inteso che le profonde contraddizioni nei comportamenti dell'attuale compagine
governativa non facciano altro che mettere in serio pericolo quello che dovrebbe
essere il reale sviluppo del nostro Paese, di cui "Loro" vorrebbero
invece apparire fautori.
Qualcuno avrà motivo di sorridere dinanzi a questa affermazione ed
e per costui che riporto in breve l'autorevole giudizio del Segretario Generale
della federazione Nazionale Stampa Italiana, Serventi Longhi: "
l'approvazione della Gasparri e della legge sul conflitto d'interessi è
davvero una pagina nera nella storia dell'informazione Italiana e Internazionale
".
A questo punto non mi resta che sperare nella sana coscienza del lettore che,
in atto del prossimo voto, ricordi vivamente il modo in cui gli è stato
garantito il diritto sia alla libertà di informazione, quanto agli
interessi economici e sociali.
NOTA DELL'AS.SO.DI.PRO
A cura del Componente del COMITO ESECUTIVO
CHIRICO GIUSEPPE
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