7 giu 2006

COMUNICATO STAMPA

 

Le associazioni AMID, ASSODIPRO, FICIESSE ed il Nuovo Giornale dei Militari, che annoverano iscritti e lettori operanti nel comparto Difesa e Sicurezza, con il presente comunicato intendono stigmatizzare quanto avvenuto in Senato per l’elezione del Presidente della Commissione Difesa che contribuisce ad incrementare la confusione politica ed istituzionale in atto.

 

Inoltre rinnovano la propria stima alla senatrice Lidia MENAPACE e le esprimono tutta la loro solidarietà per la deprecabile evoluzione parlamentare della sua candidatura.

Non si condividono, infatti, i “timori” espressi da talune forze politiche, rispetto all’assolvimento del ruolo istituzionale cui la sen. Menapace era stata candidata; si condividono, invece, le sue aperture verso un riconoscimento del diritto di autotutela dei cittadini militari e ritengono che il ruolo e la dignità dei cittadini militari, non debbano essere strumentalizzati per fini e strategie politiche, che nulla hanno a che vedere con le concrete aspettative della categoria.

 

Apprezzano, altresì, la volontà della senatrice di voler perseverare il suo impegno politico nella Commissione Difesa e dichiarano sin da ora di essere disponibili a fornirle tutta la collaborazione che riterrà utile e necessaria per l’espletamento del suo mandato parlamentare.

 

 

Associazione per i Militari Democratici                 Pres. Vincenzo Frallicciardi

 

Associazione Solidarietà Diritto e Progresso         Segr. Gen. Emilio Ammiraglia

 

Associazione Finanzieri Cittadini e Società            Segr. Gen. Carlo Germi

 

Nuovo Giornale dei Militari                                   Dir. Antonella Manotti

 


Difesa al Senato, De Gregorio eletto con i voti della Cdl

 

Con un colpo di mano e con i voti del centrodestra, Sergio De Gregorio dell'Italia dei Valori è stato eletto presidente della commissione Difesa del Senato. Dopo le due fumate nere di martedì, al terzo tentativo il senatore ha ottenuto 13 voti contro gli 11 raccolti da di Lidia Menapace, candidata di Rifondazione. «Io continuo a fare parte della commissione Difesa, da lì non mi cava nessuno, farò le mie lotte in commissione Difesa», ha commentato la Menapace, ex-partigiana e da sempre pacifista convinta, considerata da tutti la presidente in pectore della Commissione. Cosa è successo in commissione Difesa? «Mi pare che un problema politico sia di qualche evidenza - ha aggiunto Menapace -. Forse a qualcuno sto antipatica, ma io non sono una persona che se la prende: questa situazione non colpisce né la mia fama né la mia onorabilità né la mia salute, né la mia presenza in commissione Difesa». «Quanto è successo è di una gravità inaudita», dice il senatore del Prc Claudio Grassi.

 

Qualcosa di politico è successo davvero, perché contro la Menapace già da martedì si erano scatenate le critiche da parte di molti esponenti della Cdl. La candidata di Rifondazione comunista sarebbe stata eletta se le cose fossero andate come da copione grazie alla sua anagrafe, 82 anni. Infatti il pareggio di 12 a 12 con il candidato del Polo, il senatore di An Luigi Ramponi, nelle prime due votazioni, l'avrebbe fatta sedere sulla poltrona più alta della commissione.

 

A spiegare cosa è successo giunge il presidente dei senatori di Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena, che dice: «È stato un colpo di mano, un mercimonio». «Le destre non hanno votato il loro candidato e un membro dell'Unione - ha spiegato Spena - si è prestato al gioco di farsi votare presidente dalla destre anche grazie al proprio voto». Quindi, Sergio De Gregorio, napoletano, 46 anni, già ex di Forza Italia, si è messo d´accordo con la Casa delle Libertà, che non ha votato più Ramponi. Il senatore dell’Italia dei Valori, per superare la Menapace ha dovuto votarsi anche da solo, ottenendo i 13 voti necessari. Un inciucio, insomma.

 

«Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, era stato informato di questa operazione – cerca di giustificarsi De Gregorio - che ha portato alla mia presidenza della Commissione Difesa per non lasciarla ad una persona, come Lidia Menapace, che non ha i nostri stessi valori». «Ieri con il capogruppo al Senato, Nello Formisano, avevamo tentato - prosegue il senatore - una mediazione per convincere la maggioranza a non lasciare la presidenza a Lidia Menapace ma non ci hanno voluto ascoltare». Ma tutti gli esponenti dell’Italia dei Valori smentiscono questa versione, a partire da Antonio Di Pietro che intima: «De Gregorio si dimetta dalla presidenza». Se non lo fa, «De Gregorio fuori dal gruppo dell’Italia dei Valori», gli risponde Formisano.

 

Gli stessi membri della Cdl confermano l´inciucio, ammettendo di aver preferito votare De Gregorio, invece del loro candidato iniziale, Ramponi, per non rischiare che la partita fosse vinta dal candidato della sinistra radicale. «Abbiamo scongiurato un vero e proprio affronto alle Forze Armate», dice il capogruppo di Fi Renato Schifani. E c´è anche chi reclama i trenta denari. «Ora De Gregorio è dalla nostra parte. Lo abbiamo votato e ora è con noi», dice lo stesso ex candidato Ramponi. «È ipotizzabile un cambiamento, cioè che Sergio De Gregorio lasci il suo gruppo», ha detto orgogliosamente il senatore di An Gustavo Selva. «Di certo avrà più contrasti con il centrosinistra che con altri...», conclude. De Gregorio derubrica il suo passaggio alla CdL come un «problema non di oggi».


Senato:De Gregorio, ne discuteremo

Non credo che Di Pietro si adirerà per quanto accaduto (ANSA)-ROMA, 7 GIU-

"Non credo che Antonio Di Pietro si adirerà per quanto accaduto", dice il neopresidente della commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio. "C'e' un atto di responsabilità di un suo senatore -aggiunge-. Prenderemo in considerazione gli effetti politici della vicenda, discuteremo com'è giusto che sia. Ne discuteremo come è giusto che si faccia in democrazia... C'e' un problema politico ammette De Gregorio-, adesso lo valuteremo".