ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA’ DIRITTO E PROGRESSO

Sezione di Carpaneto P.no (PC) Via C.Battisti, n.21

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CONVEGNO FICIESSE – BOLOGNA 31/03/2006 ORE 15.00 – HOTEL MILLENN

 Porto i saluti del Presidente nazionale Emilio AMMIRAGLIA che si scusa per il suo mancato intervento a questo convegno. Intervenire a questo riunione per parlare del Comparto Difesa e Sicurezza, è un onore e un piacere. Chi vi parla è componente del Comitato Esecutivo Nazionale di Assodipro e presidente della sezione di Piacenza  - che credo voi tutti già conoscete. Credo anche che siamo stati i primi – come associazione – ad apparire in ambito militare, organizzandoci a livello nazionale come forma associativa composta da appartenenti al Comparto Difesa e Sicurezza.

Correva l’anno 1992 e 15 delegati di varie armi e corpi - che operavano nella rappresentanza , resosi conto che in Italia in un paese riconosciuto di “DIRITTO” nelle loro Amministrazione, questo diritto era sconosciuto, hanno pensato di far nascere in Roma l’Associazione Solidarietà Diritto e Progresso.

 Sono trascorsi quasi 14 anni, abbiamo fatto tanta strada tra mille difficoltà e azioni ostativi sia all’interno della stessa organizzazione che dall’esterno. Logicamente queste azioni erano promosse da chi aveva interesse, perché l’attività e la ricerca della tutela del diritto, perseguito dall’Associazione, fallisse. Ancora oggi noi assistiamo a questo tipo di interventi e mi fa enormemente piacere qui ricordare l’intervento del Segretario Confederale della C.G.I.L. – Paolo NEROZZI - che al Convegno del 15/11/2005, svoltasi a Roma, nel suo intervento, ha evidenziato – in modo chiaro – come all’interno del Comparto  Difesa e Sicurezza, esistono e vengono posti in essere tentativi ostativi,  non solo per impedire il riconoscimento e la nascita della tutela sindacale e associativa nel campo militare e sicurezza, ma addirittura – come ricordato dallo stesso Segretario, sono stati posti in essere azioni gratuiti che hanno condizionato la partecipazione, la presenza ed eventuali interventi al medesimo Convegno della C.G.I.L., dei Delegati del Cocer.

Ebbene ricordare che i suddetti delegati sono rappresentanti del personale militare, e del comparto sicurezza, eletti democraticamente per legge, è cosa superflua. Evidentemente capire il significato e rispettare la posizione e la responsabilità dei delegati, è cosa sconosciuta in ambito del Ministero della Difesa e del Comparto Sicurezza.

 E’ importante che ci siano norme di legge che tutelano veramente il personale dell’amministrazione della Difesa e del Comparto Sicurezza, oggi noi assistiamo a comportamenti che sono riconducibili al mobbing – vessazioni – abusi – sorprusi ecc., accompagnati dal mancato riconoscimento di diritti amministrativi e giuridici, specie nei gradi medio bassi. Questo stato di cose non è più accettabile e certi comportamenti in un paese democratico come il nostro, non possono e non devono essere tollerati. Bandire la demagogia di molti personaggi che hanno diretta responsabilità (politica e militare) che si riempiono la bocca dicendoci che siamo in un paese di diritto e altamente democratico e poi queste, sono cose che non si vedono, Sono come i fantasmi – invisibili.

A questo proposito voglio ricordare che: “è democratica la società che riesce a dare a ciascuno cittadino la massima possibilità di decidere la propria esistenza e di costruire la vita del singolo individuo nel rispetto delle leggi della propria nazione”

Il nostro presidente nazionale di Assodipro Emilio AMMIRAGLIA, nel suo intervento al Convegno del 15/11/2005 della C.G.I.L., ha chiarito, tra l’altro, in modo efficace e senza peli sulla lingua, come il Ministro della Difesa, si è quasi sempre negato alla rappresentanza e alla ennesima richiesta da parte del Cocer di incontrarlo, Egli abbia risposto: “rivolgetevi ai vostri superiori”. Bel modo di rispettare delegati eletti democraticamente per legge e che rappresentano migliaia di lavoratori con le stellette. Questo tipo di comportamento da parte del Ministro, la dice lunga sulla volontà politica di riconoscere la democrazia all’interno del comparto Difesa e Sicurezza.

L’associazione Solidarietà Diritto e Progresso, fin dalla sua nascita, ha sempre profuso le proprie energie con lo scopo di raggiungere l’obbiettivo della tutela sindacale e associativa e, questo obbiettivo lo porteremo avanti fin quando non l’avremo raggiunto.

Solo quando la conquista di questi diritti saranno riconosciuti, in quel momento, ci ricorderemo dei sacrifici e lotte che molti di noi – anche con sofferenze personali, hanno messo a disposizioni degli altri e, finalmente, possiamo sentirci soddisfatti e gratificati.

Infine voglio ricordare un paradosso tutto italiano, ai militari non vengono riconosciuti elementari diritti associativi e sindacali, mentre ai partiti, che sono anch’essi associazioni private, è concesso tutto. Emblematico lo è la nuova legge elettorale, i partiti votano per i cittadini, essi hanno, ora, un ulteriore e assoluto potere di sovranità sul popolo italiano, il quale, non può più scegliere il proprio rappresentante, lo scelgono i partiti. La stessa legge è stata identificata dal Ministro proponente (CALDEROLI Lega Nord facente parte dell’attuale maggioranza di governo), come: “una porcata di legge”. Bel modo di rispettare la Carta Costituzionale.

Colgo infine questa occasione per ricordare che è stato modificato il Codice Penale Militare di pace in quello di guerra per i militari che operano in Iraq e in Afganistan. Strano come la missione dei nostri militari della difesa e del comparto sicurezza, venga dichiarata dal governo “missione di polizia internazione di pace”, e allora per questo era necessario modificare il Codice Militare di Pace in quello di guerra?  I militari sono o no in zona di guerra in quella parte del mondo dove essi operano? Cosa centra il Codice Penale di Guerra se l’Italia non è in guerra?

Perché Non viene rispettato l’art. 11 della Costituzione?

A voi lascio il giudizio di come la condizione dei militari sia o meno in simbiosi con i “diritti costituzionali” e con i “diritti degli altri cittadini italiani”, sia quando operano in territorio nazionale sia quando operano in quello internazionale.

Per quanto riguarda l’azione di Assodipro, questa sarà orientata, sempre e comunque, per raggiungere il riconoscimento del vero diritto e l’applicazione della vera democrazia all’interno del comparto Difesa e Sicurezza, non ci interessa nient’altro.

 

Grazie per la vostra attenzione – Carmelo BIONDO.