
tratto da www.censurati.it sezione mobbing
Il mobbing del Maresciallo dei Carabinieri finisce sugli schermi di Canale Italia
a cura di Lisa Biasci
E stato un canale padovano, vicino agli ambienti della lega, e che trasmette su tutto il territorio nazionale a raccogliere la testimonianza del Maresciallo G.C.venerdì scorso.
La sua storia di mobbing allinterno dellArma dei carabinieri ha occupato molti spazi mediatici oltre che le aule dei tribunali, e al più presto si avvierà al dibattimento processuale contro lArma.
Il maresciallo sta conducendo da anni una battaglia estenuante sia a livello medico che legale, perché dopo che gli è stato diagnosticato il morbo di Crohn è stato isolato e mobbizzato dallArma. Gli ospedali militari continuano a perseguire sulla strada della diagnosi della malattia psichica, ignorando in realtà il vero stato psicofisico del maresciallo e della sua malattia legata al morbo di Chron.
Alla trasmissione ha partecipato il deputato di alleanza nazionale Filippo Ascierto che ha promesso di interessarsi fattivamente al caso del maresciallo.
Sono in corso anche dei contatti con Rai e Mediaset per valutare lopportunità di una partecipazione del maresciallo in dibattimenti televisivi inerenti al tema del Mobbing.
Chi meglio di lui può dare testimonianza del caso più incredibile di mobbing e perlopiù allinterno dellarma dei carbinieri?
tratto dal sito www.sergian.it
Egregi Delegati, porto alla Vostra cortese
attenzione quanto mi sta accadendo, credo di poter parlare di Mobbing.
Sono il Maresciallo Capo dei Carabinieri che presta servizio al Comando Provinciale
di Firenze. Mi sono arruolato nellArma dei Carabinieri nel 1971. Negli
anni 1978-80 ho frequentato la scuola sottufficiale di Velletri - Firenze. Ho
prestato servizio nei più svariati reparti dal nord al sud, dallantidroga,
antimafia sino a quando mi ha colpito una grave malattia il Morbo di Crohn,
una patologia cronica dellintestino, che mi ha costretto a lasciare il
servizio operativo, per svolgere un incarico dufficio. Per tale patologia
fui dichiarato invalido per servizio e decorato del distintivo donore.
Sono stato delegato del Cobar Toscana, nelle ultime consultazioni non ero presente
per una disgrazia in famiglia, ma nellambito del mio comando sono stato
il primo e il terzo dei non eletto nella Regione Carabinieri Toscana. Il tutto
ebbe inizio quando per motivi logistici si è dovuto trasferire lufficio
nucleo rilevazione dati. Per aver informato i miei superiori della carenza igienico
- sanitarie del nuovo locale per tale iniziativa fui inviato a visita neuro-psichiatrica,
inviato in convalescenza per personalità rigida con evidenti aspetti
ossessivi da ricontrollare. Dopo tante visite in strutture pubbliche comunque
non accettate dallOspedale Militare di Firenze, venivo dichiarato idoneo
per rigidità dellio che a dire dagli stessi medici
militari significa avere un carattere da Carabiniere. Chiesi di essere udito
dal Comandante Generale dellArma, e nel frattempo venivo trasferito allinfermeria
del Comando Legione Firenze dal 19993 al 1999 anno in cui venivo trasferito
per una presunta incompatibilità ambientale (contravvenendo
precisa norma di legge), al Comando Stazione Firenze Ufficio Ricezione Denuncie
eseguendo turni in quinta, e in seguito come Contabile, ma, di fatto, svolgevo
altre mansioni (denunziate senza esito). Fui costretto a rivolgermi al Tribunale
Amministrativo Toscano il quale accoglieva il ricorso ottenendo per ben due
volte la sospensiva, disattese puntualmente dal Comando. Decisi di rivolgermi
al Signor Ministro della Difesa, per rappresentagli quanto accaduto. Dopo una
chiesta relazione, venivo ricevuto dal Vice Comandante Generale dellArma
su delega del Signor Ministro, il quale con un atteggiamento di sufficienza
nei confronti delle problematiche rappresentate, mi lasciava libero dal servizio.
Da allora nulla è cambiato. !!!.
Nei primi giorni di settembre 2001, sono stato ricoverato per quattro giorni
allOspedale Civile di Firenze per una enterite, alla dimissione, senza
che mi fossero prescritti giorni di riposo o convalescenza, mi presentavo presso
il reparto di appartenenza. Al rientro, il 14 settembre, venivo più volte
accompagnato al Centro di Medicina Legale di Firenze, senza che questi emettessero
alcun provvedimento di carattere medico o medico legale. In assenza di provvedimenti
medici, il mio Superiore Ten. Colonnello mi ordinava di lasciare il servizIo
e di consegnarli la pistola di ordinanza, a tale richiesta rimasi un po
perplesso, chiesi una ricevuta, mi fu rifiutata, di conseguenza non detti la
pistola. In seguito a questo episodio sono stato denunciato alla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di La Spezia per il reato di DISOBBEDIENZA
AGGRAVATA.
Il giorno 17 settembre 2001, il mio superiore ufficiale superiore sostituito da altro ufficiale superiore, il quale nuovamente mi chiedeva la consegna dellarma, richiesta al quale aderivo in quanto contestualmente mi veniva rilasciata una ricevuta, alla richiesta della motivazione del ritiro dellarma mi veniva vita le disposizione contenute a pagina 26, lettera d, della pubblicazione N.A. 8 Armi e munizioni edita dal Comando Generale, tuttavia mi veniva rifiutata copia dello stralcio della disposizione asserendo che la pubblicazione medesima è per uso esclusivo dufficio.
Il giorno 18 settembre 2001, venivo, nuovamente
accompagnato al Centro di Medicina Legale di Firenze, dove mi attestavano di
essere stato preso in carico con la seguente diagnosi: tratti caratteriali
in soggetto con morbo di crohn fissando delle visite una chirurgica e
laltra neuro psichiatrica. Ne scaturì una convalescenza di giorni
40 per recente episodio di recidiva ileale di morbo di crohn in soggetto
in corso di approfondimento psicodiagnostica ed in data 10 ottobre 2001
venivo posto in licenza di convalescienza, non accettavo tali giudizi e a seguito
di ciò mi presentavo con un medico psichiatrico quindi dichiarato idoneo
con la seguente motivazione tratti di rigidità caratteriale a grado
non invalidante in atto. HO CHIESTO PIU VOLTE LA CARTELLA CLINICA
CHE MI E STATA NEGATA. In data 10 aprile 2002, vengo formalmente ammonito
per il rendimento in servizio assolutamente insoddisfacente per carenze
comportamentali palesate, che hanno dato già luogo, in particolare, ai
seguenti provvedimenti: 15.06.1991 gg.tre di consegna; 14.05.1997 rimprovero;
18.12.200 rimprovero, quindi venivo inviato a mutare condotta, pena
ladozione nei suoi confronti di provvedimenti finalizzati alla cessazione
dal servizio dautorità. (Sono stati chiesti tramite Avvocato
quali sono i comportamenti palesati assolutamente insoddisfacenti, non ha avuto
risposta). Per correttezza riporto testualmente la motivazione della consegna
decennale SOTTUFFICIALE ADDETTO A NUCLEO COMANDO DI COMPAGNIA URBANA INOLTRAVA,
PER MINORE SERENITA CONSEGUENTE AL SUO STATO DI SALUTE ED IN DIFFORMITA
AL PROPRIO REALE PENSIERO, ISTANZA CONTENENTE AFFERMAZIONI RISULTATE NON VERITIERE
CON ESPRESSIONI NEGATIVE ANCHE NEI CONFRONTI DEI PROPRI SUPERIORI (risale
alla comunicazione che ho inoltrato tramite il comando stazione di Fi-Legnaia
al Comandante Generale dellArma, il tribunale militare ha archiviato mod.45)
i rimproveri datati 14.05.97 e 18.12.2000 sono al vaglio del Consiglio di Stato,
in quanto ho proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Ora mi fermo, ma potrei continuare allinfinito. Per quanto brevemente
rappresentato chiedo, rispettosamente un Vostro autorevole intervento al fine
di troncare in modo risolutivo, questi atteggiamenti persecutori e repressivi
che hanno inevitabilmente coinvolto anche la mia famiglia.
Resto a disposizione per ogni chiarimento Vi ringrazio anticipatamente per quanto
potete fare.
Firenze, li 5 giugno 02
(Lo Stato Maggiore della Difesa in data 23 gennaio 2003 con protocollo 117/1/261/252 , trasmetteva al Cocer interforze Predisposizione di un codice etico comportamentale per la tutela della dignità dei militari sui luoghi di lavoro).
Dato il lungo silenzio, nel mese di luglio 2003, mi recai a Roma, presso la
sede del Cocer interforze, per avere notizie circa la predetta richiesta. Ricevuto
dal segretario del predetto Organo, riferiva che il Cocer Carabinieri aveva
avocato la richiesta, senza dare alcun riscontro, fissandomi un appuntamento
per il pomeriggio dello stesso giorno, con il presidente della rappresentanza
dei Carabinieri, dove andai. Questultimo mi mostrava tutta la sua solidarietà
é riferiva che la documentazione era stata inviata ad una commissione
a dhoc per il mobbing e che si sarebbe attivato per una risposta
esaustiva.
Trascorso ancora del tempo senza avere alcun riscontro proponeva allufficio
relazione con il pubblico del comando generale dellArma dei Carabinieri
il seguente.quesito:
:.... 5 giugno 2002 ha inviato una richiesta ai delegati del Cocer interforze,
che, ad ogni buon fine allego. A distanza di un anno, mi è stato riferito
che la documentazione in esame è stata trasmessa per le opportune valutazioni
del caso, ad una commissione per il rapporto sulla condizione generale del personale
dellArma dei Carabinieri. Ciò posto chiede: comè composta
tale commissione che compiti svolge?
ottenevo la seguente risposta:
Signor Maresciallo,siamo spiacenti di non poter soddisfare la Sua richiesta
poiché tutta le informazioni relative alle strutture ed ai compiti delle
unità organizzative dellArma hanno la classifica di RISERVATEZZA
e come tali non sono divulgabili.
Non soddisfatto della risposta, è fiducioso si rivolgeva nuovamente al
Cocer interforze, con la seguente lettera datata 29 settembre 03:
... In data 5 giugno 2002 ho inoltrato comunicazione a codesto organismo
di rappresentanza centrale, che ad ogni buon fine allego...chiedo di conoscere
se la vicenda è stata esaminata nella completezza e con quale esito....
Con il protocollo n.106/COCER/489 datata
Roma, li 20 novembre 2003 ottenevo la seguente risposta:
A riscontro della Sua lettera datata 29 settembre 2003 e pervenuta a questo
protocollo in data 8 ottobre 2003, si comunica quanto segue: la Sua lettera
datata 5 giugno 2002 fu portata a conoscenza del COCER nel orso dellassemblea
del 10 luglio 2002. In quella sede, dopo un attenta discussione, il consiglio
decise di trasmettere la sua lettera alla Sezione COCER Carabinieri con tutta
la documentazione allegata per le necessarie valutazioni e con lintento
che la stessa sezione riferisca poi allassemblea sullesito della
trattazione e sulle iniziative assunte. Con lettera a firma del sottoscritto,
datata 19 luglio 2002, fu data attuazione alla volontà assembleare.
Successivamente, con lettera datata 26 novembre 2002 è stato richiesto
riscontro alla stessa sezione COCER Carabinieri la quale lettera datata 20 febbraio
2003, ha comunicato che la documentazione relativa alla sua problematica è
stata trasmessa, per le opportune valutazioni del caso, alla Commissione
per il rapporto sulla condizione generale del personale dellArma dei Carabinieri,
appositamente istituita per lo studio del fenomeno in esame.
Quanto sopra per dovere informazione e riscontro alla Sua richiesta. Si coglie
loccasione per confermare che i problemi del personale sono sempre allattenzione
di questo Consiglio di Rappresentanza.
F/to IL PRESIDENTE (Amm. Isp. Nicola BERGANTINO)
Mi preme porre laccento, sullultimo paragrafo ...Si coglie loccasione per confermare che i problemi del personale sono sempre allattenzione di questo Consiglio di Rappresentanza.
La prego di pubblicare,se è di interesse collettivo, questo documento.
Cordialmente ringrazio
Visto i miei trascorsi con la mia amministrazione vedi sito www.grpoliva.it/unac/, www.unionecarabinieri.it e www.unacregionecalabria.it, mi sono rivolto al Cocer interforze per chiedere aiuto con lettera qui riportata.