DOCUMENTO PRESENTATO AL MEETING DI BERLINO IN OCCASIONE DELLA ADESIONE UFFICIALE ALL’ORGANIZZAZIONE EUROPEA
RELAZIONE PER EUROMIL
La nostra associazione è stata costituita a Roma il 25/05/1992. I soci fondatori, nella formulazione dello statuto, si sono ispirati con piena consapevolezza al sistema di valori civili e sociali desumibili dalla Costituzione Italiana e dalle convenzioni Internazionali. La fondazione dell’Associazione è riconducibile direttamente all’esperienza del movimento democratico dei militari, fiorito nella seconda metà degli anni settanta, e a quella della rappresentanza elettiva dei militari. La maggior parte dei soci fondatori proviene da tali esperienze, in cui hanno svolto un ruolo significativo nel tentativo, accanitamente perseguito ma non completamente realizzato, di contribuire a realizzare il dettato costituzionale, secondo il quale L’Ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della repubblica ( art. 52, 3° comma Cost. It.). Sulla scia di queste esperienze si è tentato dapprima di evidenziare alle istituzioni italiane, le forti limitazioni che hanno sempre caratterizzato gli attuali organismi di rappresentanza, riguardo ai loro poteri di intervento e alla loro democrazia interna. Per ragioni di opportunità politica però è stato sempre impedito lo sviluppo di questi organismi nel senso di una piena tutela per il personale militare. A nostro avviso tale tutela può essere raggiungibile solamente attraverso il riconoscimento anche per i militari di una autotutela di tipo sindacale. Per questo si è sentita la necessità di far nascere un organismo che fosse in grado di promuovere, attraverso le strade legali concesse dal nostro ordinamento, la realizzazione dei diritti sindacali dei militari nei loro aspetti della libertà e del pluralismo. Nel contempo si è provveduto a difendere i diritti dei militari attuando una tutela legale che però, a causa delle forti limitazioni legislative ( art. 8 L. n° 382/’78), è rimasta confinata all’esterno delle strutture militari. Abbiamo pertanto concentrato i nostri interventi proseguendo nella strada degli organi giudiziari, dei mezzi di comunicazione e degli organi istituzionali. Abbiamo inoltre promosso delle iniziative di informazione/formazione di tipo giuridico con lo scopo di permettere ai militari di prendere una piena consapevolezza dei loro diritti e delle peculiarità che caratterizzano il loro status.
Nei cinque anni trascorsi l’associazione si è potuta espandere rapidamente presso il particolare settore della società costituito dai militari in servizio e in congedo, cui appartengono la quasi totalità degli iscritti.
In questi anni sono state create strutture organizzative decentrate pressoché in tutte le regioni; e l’espansione sul territorio dell’organizzazione è in continuo sviluppo.
E’ stata inoltre creata una rete di studi legali convenzionati, anch’essa in via di potenziamento su tutto il territorio nazionale, per assicurare una puntuale consulenza sia all’Associazione e sia ai singoli soci; sono stati organizzati numerosi ricorsi amministrativi a difesa dei militari contro gli atti illegittimi dell’Amministrazione Difesa, cui hanno aderito migliaia di iscritti.
E’ difficile nascondere la forte emozione che deriva dalla possibilità che ci viene offerta di partecipare alle attività dell’EUROMIL. Riteniamo infatti che questa occasione sia un motivo di orgoglio sia per la nostra Associazione e sia per l’Italia.
Forte è inoltre la nostra fiducia verso le Istituzioni Europee che si sono dimostrate all’altezza dei tempi e delle responsabilità riconoscendo anche ai cittadini militari la facoltà di autotutela attraverso i diritti sindacali. Ad una tale fiducia si contrappone però la triste consapevolezza che il legislatore italiano si è mostrato da un lato incapace di attuare con la necessaria tempestività gli accordi internazionali cui ha aderito. Dall’altro lato ha manifestato le sue forti contraddizioni quando, pur ratificando con legge italiana gli accordi internazionali sui diritti sindacali militari, ha disatteso puntualmente questi impegni, impedendo l’esercizio di tali diritti attraverso delle disposizioni normative che, oltre a violare gli accordi internazionali, violano i principi dettati dalla nostra Costituzione. Quanto appena detto è successo con riguardo alla “Carta Sociale Europea”, ratificata con legge n° 929 del 03 luglio 1965 e successive modifiche, con la convenzione n° 151 dell’O.I.L (I.L.O.) ratificata con la legge n° 862 del novembre 1984. Sono questi infatti dei documenti fondamentali che stabiliscono i principi cui si devono informare gli organismi di rappresentanza dei militari e che, però, non sono mai stati applicati nel nostro ordinamento. A riguardo denunciamo fino da ora tali violazioni chiedendo inoltre l’aiuto di Euromil nella formulazione di un reclamo formale alle competenti autorità europee.
Per quanto riguarda gli aspetti della legislazione interna italiana, invece, la nostra Associazione, assieme ad “UNARMA”, si è fatta promotrice di un ricorso giurisdizionale contro il divieto dei militari di costituirsi in sindacato. Attualmente siamo giunti al giudizio della Suprema Corte Costituzionale che si dovrà esprimere il prossimo 23 novembre. Riteniamo che questo momento non sia la conclusione delle nostre battaglie ma l’inizio di un nuovo processo di sviluppo che richiederà un ulteriore impegno. Crediamo a riguardo che Euromil avrà un ruolo di fondamentale importanza in questo processo sia nel caso che il giudizio sia negativo e sia che l’esito risulti positivo.
Nel primo caso infatti il suo ruolo sarà essenziale nel cammino verso il riconoscimento dei diritti sindacali attraverso gli organi di giustizia europei e nello stimolo del Parlamento Italiano attraverso gli altri organi istituzionali della Comunità.
Nel secondo caso bisogna premettere che, da un punto di vista tecnico - giuridico, vi possono essere diversi tipi di “sentenza positiva”. La più probabile è quella che darà il riconoscimento del diritto sindacale con un contestuale rinvio al parlamento per una disciplina dello stesso. E anche in questo caso Euromil potrebbe a nostro avviso assumere un ruolo di fondamentale importanza nel caso che il Parlamento Italiano intenda disciplinare il diritto sindacale ponendo pesanti limitazioni che renderebbero vani tutti i nostri sforzi. Siamo comunque convinti che una organizzazione come quella di Euromil, possa promuovere anche il progresso delle istituzioni europee. Così anche nella creazione di strumenti che siano in grado di obbligare i paesi aderenti alla Unione Europea al rispetto delle carte fondamentali che sono alla base degli ideali condivisi dai stessi paesi. Tali obblighi dovranno avere un maggior rigore laddove gli accordi internazionali verranno apparentemente condivisi ma di fatto disattesi dalle legislazioni nazionali.
Concludiamo ribadendo la nostra convinzione che il raggiungimento di una Europa veramente Unita debba trovare fondamento non solo nel rigore dei principi contabili ma anche e prima di tutto attraverso il riconoscimento pieno ed effettivo di tutti i diritti fondamentali dell’uomo.