RELAZIONE SUL MEETING DI BERLINO IN OCCASIONE DELL’ADESIONE UFFICIALE DELL’ASSODIPRO ALL’EUROMIL

 

L’AS.SO.DI.PRO. IN EUROPA

 

L’ASSODIPRO ENTRA A PIENO TITOLO NELL’EUROMIL L’ORGANIZZAZIONE CHE RAPPRESENTA 500.000 MILITARI IN SERVIZIO E IN QUIESCENZA

 

 

L’Associazione Solidarietà Diritto e Progresso ha partecipato al 79° EUROMIL PRESIDIUM MEETING, che si è tenuto a Berlino lo scorso 30 ottobre. In questa occasione la nostra Associazione, che fino ad ora è convenuta come membro osservatore, ha formalmente aderito all’Organismo Europeo diventando socio effettivo ed è pertanto divenuta titolare di tutte le facoltà che sono connesse con tale posizione. L’As.So.Di.Pro. potrà quindi essere presente nei prossimi incontri con L’Euromil a pieno titolo e avrà, oltre al diritto di voto, anche la possibilità di formulare proposte e partecipare ai gruppi di lavoro unitamente alle associazioni degli altri Paesi Europei.

Durante il convegno è stata presentata una relazione con cui sono state descritte tutte le attività svolte dall’Associazione, a partire dalla sua costituzione fino a quelle più recenti che ci hanno portato di fronte alla Corte Costituzionale per il riconoscimento dei diritti sindacali. E’ stata denunciata l’indifferenza politica del nostro Stato rispetto ai diritti sindacali dei militari e sono state evidenziate le contraddizioni e le palesi violazioni perpetrate dalle nostre leggi nei confronti dei Trattati Internazionali che riconoscono tali diritti, nonostante la loro ratifica da parte dello stesso Parlamento Italiano. Abbiamo inoltre rappresentato la nostra determinazione a perseguire gli obbiettivi prefissati appellandosi anche agli organi giudiziari Europei (quasi a presagire quello che sarebbe accaduto il 17 dicembre) qualora la sentenza della Corte Costituzionale fosse stata negativa. In questo senso va evidenziato un confortante intervento del Presidente che ha manifestato la piena disponibilità dell’Euromil a sostenere la nostra lotta di fronte alla Corte Europea. Sarà ora compito nostro mettere a frutto questa disponibilità e concentrare gli sforzi, oggi più di ieri, per cercare negli Organismi Europei quella giustizia che non è stato possibile ottenere nel nostro Stato.

Per meglio comprendere quali opportunità ci possono essere offerte da questa Associazione Europea è necessario fare un quadro generale su questa organizzazione e sulle attività che essa svolge.

Euromil raggruppa oggi 26 Associazioni di 19 paesi europei (Ausria, Belgio, Bulgaria, Ceca, Slovacchia, Danimarca, Francia, Germania, Ungeria, Irlanda, Olanda, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna. Finlandia).

Allo stato attuale rappresenta circa 500.000 militari sia in servizio e sia in quiescenza. Il segretariato dell’Euromil è stato istituito a Brussels, a pochi minuti di distanza dalle principali Istituzioni Europee.

Euromil cerca costantemente di introdurre e raffermare il diritto di associazione per tutti i militari dei paesi membri. In particolare appoggia non solo il Consiglio Europeo ed il Parlamento, ma anche i membri dei Parlamenti Nazionali che devono rafforzare il diritto di associazione dei militari. Grazie alle attività dell’Euromil la relazione anuale sul rispetto dei diritti umanitari della Comunita Europea del 1995 redatta dal Parlamento Europeo, contiene un paragrafo che tratta del diritto di associazionismo del personale militare.

Oltre che verso le Istituzioni Europee, rivolge le richieste del diritto di associazione dei militari europei anche al Consiglio Europeo. In questo ambito il documento basilare è la “Carta Sociale Europea” firmata a Torino e revisionata nel 1996. L’Euromil è stato registrato nella lista delle organizzazioni non governative incaricate di presentare denuncie collettive. L’Organizzazione Militare Centrale intende pertanto usare questo diritto nelle sue campagne per il diritto di associazione.

Esistono rapporti di collaborazione tra l’O.N.U. e l’ Euromil come avviene ad esempio per il sostegno alla “Convenzione sulla Sicurezza delle Nazioni Unite e del Personale associato” per ostacolare gli attacchi alle forze di pace delle Nazioni Unite e fornire assistenza legale quando gli stessi si verificano.

La creazione di strutture di Sicurezza Europea hanno una influenza significativa sullo stato sociale dei militari europei e delle loro famiglie. L’ufficio di Brussels segue pertanto costantemente tutti gli sviluppi di difesa estera anche nella N.A.T.O., dialogando con il nuovo Segretario Generale Lord Roberts e con l’ex Solana che ha assunto un ruolo di rilievo nella politica di difesa europea.

L’Euromil ha inoltre firmato un importante accordo di collaborazione con l’E.U.T.C.(Confederazione di Sindacati Europei). Anche in questa direzione viene perseguita la tutela degli interessi sociali dei militari europei, delle basi democratiche e dei diritti sociali dei cittadini in uniforme.

Come si può capire dalle attività sopra descritte, l’adesione all’Euromil oltre a garantirci una assistenza a livello sia Comunitario che Nazionale, nella lotta per il riconoscimento dei diritti sindacali dei militari, ci offre delle sicure opportunità di partecipare alla determinazione della politica Europea relativa alla posizione sociale dei cittadini militari. Questo organismo è destinato ad assumere un ruolo sempre più significativo a livello Istituzionale Europeo alla luce soprattutto delle recenti iniziative che mirano alla costituzione di una forza di intervento Europea in grado di intervenire nelle operazioni militari internazionali secondo una politica comune di Difesa Europea.

Concludiamo osservando che, se si considera che l’80 % delle Associazioni che aderiscono all’Euromil sono organismi di tipo sindacale, risulta veramente difficile comprendere dove possa trovare fondamento un giudizio negativo sui diritti sindacali anche per i militari italiani, che viene motivato paventando un ipotetico rischio di minare la coesione, la neutralità e la operatività delle nostre Forze Armate.

Sorge spontanea a questo punto una domanda: gli eserciti Tedesco, Austriaco oppure quello Russo o Norvegese dopo le loro esperienze sindacali (per alcuni centenarie), sono forse entrati anch’essi in uno stato di profonda crisi di coesione e operatività?

Ottobre 1999