ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' DIRITTO E PROGRESSO

 

Contributo ed opinioni di EUROMIL al meeting del Consiglio Europeo

“Gruppo sui Diritti Umani dei Membri delle Forze Armate”

14 e 15 Giugno 2007 

 

EUROMIL supporta fortemente la raccomandazione n° 1742 (2006) del Parlamento Europeo, concernente i diritti fondamentali e le libertà dei membri delle forze armate. 

I membri delle forze armate sono cittadini in uniforme che devono godere delle stesse libertà fondamentali di qualsiasi altro cittadino. Qualsiasi restrizione a questi diritti deve essere basata unicamente su esigenze di specifici compiti militari. EUROMIL richiede, in casi del genere, alle autorità nazionali di produrre una ragionevole e profonda dimostrazione per l’applicazione delle ristrettezze di qualsiasi diritto fondamentale e di libertà, come pure il raziocinio di proporzionalità applicato per raggiungere lo scopo prefissato. Le limitazioni dei diritti fondamentali del personale militare non sono compatibili con le libertà fondamentali come stabilito nella Convenzione Europea dei Diritti Umani ed il rinnovato Statuto Sociale Europeo.

EUROMIL mette in evidenza il diritto del personale in servizio di riunirsi in associazioni professionali ed in sindacati, allo scopo di negoziare argomenti connessi alla remunerazione ed alle condizioni d’impiego. 

EUROMIL vorrebbe ricordare che quei paesi che stanno assicurando ai propri militari, tutti i diritti di cittadini, non hanno riscontrato nessuna perdita di disciplina o inefficienza militare. 

1. UN PO’ DI STORIA

L’Organizzazione Europea delle Associazioni Militari (EUROMIL), una organizzazione non governativa, unisce associazioni democratiche libere rappresentanti gli interessi di tutto il personale militare, in servizio e non, ufficiali e sottufficiali, uomini e donne, sotto un ombrello. E’ fondata esclusivamente sulle quote degli associati e mantiene una severa politica indipendente.

Attualmente Euromil, conta 33 associazioni di 22 paesi diversi, per un totale di 350.000 soci sin dalla sua fondazione nel 1972. Tutti i membri di Euromil considerano sé stessi impegnati per il principio del cittadino in uniforme. In altre parole, il personale in servizio, uomini e donne hanno come linea di principio gli stessi diritti ed obblighi come qualsiasi altro cittadino.

Euromil ha il principale scopo di incoraggiare e raggiungere il diritto associativo per tutto il personale Europeo in servizio.

Considerato che, negli affari privati e nel settore del servizio pubblico l’esistenza di associazioni libere, democratiche ,professionali e di sindacato, è diventata un indispensabile valore sociale e fattore economico, alcuni paesi Europei sbagliano a riconoscere questo stesso diritto al proprio personale militare . Ciò non ha solo un impatto negativo sulle condizioni sociali, ma nel tempo costituirà un ostacolo all’inserimento della forza armata nella società.

Il personale in servizio di tutti gli status, tramite i rappresentanti eletti dalle proprie associazioni , dovrebbero essere in grado di sollevare questioni ai politici ed ai capi militari dei loro paesi: per esempio questioni relative alle loro remunerazioni ed alle condizioni d’impiego e, cominciare così un dialogo sociale. Solo dopo ci si deve aspettare che il personale militare assolva i suoi compiti anche nelle lunghe carriere, con orgoglio e motivazione.

La specifica richiesta di Euromil  è perciò il diritto di associazione che viene così definito :

1.     Ognuno è libero di formare e far parte di associazioni per la protezione dei propri interessi sociali ed economici.

2.      Nessuna restrizione dovrà essere applicata all’esercizio di questi diritti, a meno che sia tassativamente prescritto dalla legge.

3.      EUROMIL non previene l’imposizione di restrizioni legali sul diritto di sciopero da parte dei membri delle Forze Armate.

2. RACCOMANDAZIONE DI EUROMIL 

Qualsiasi restrizione sui diritti fondamentali deve essere chiaramente giustificata dalle necessità e specificità militari. Tutti i membri del Consiglio Europeo che escludono il personale militare in servizio dalla libertà di associazione, (nel rispetto del loro interesse professionale e sociale), dovrebbero spiegare chiaramente le ragioni che giustifichino queste restrizioni. Inoltre, EUROMIL richiede una dimostrazione, indicando proporzionalità, degli scopi perseguiti, richiede inoltre una rilevante e sufficiente evidenza per restrizioni che conducono ad uno scopo legittimo.

EUROMIL ricorda a tutti i paesi del Consiglio Europeo di conservare nelle loro legislazioni formali il diritto per tutto il personale militare indipendentemente dal grado, di formare delle associazioni professionali per tutelare i loro interessi morali e professionali e, diventare membri con ruolo attivo di queste associazioni.

Non esistono evidenze nelle quali il diritto di associazione abbia minato l’autorità militare o distrutto la catena di comando.

L’esperienza mostra che quei paesi che hanno garantito la piena libertà di associazione per i loro militari, non hanno subito nessun decremento di disciplina ed efficienza militare.

Al contrario, entrando in un dialogo permanente con le associazioni dei militari, riguardante le condizioni sociali e lavorative, ha aiutato a stringere il rapporto tra il personale in servizio e le organizzazioni militari e, aumentato di fatto il morale e la lealtà nelle truppe.

EUROMIL raccomanda di instaurare un meccanismo di valutazione annuale all’interno del Consiglio Europeo nel rispetto delle libertà fondamentali e dei diritti umani del personale militare degli Stati Membri del Consiglio Europeo.

Esistono degli ottimi esempi di associazionismo con ottimi risultati in GERMANIA, DANIMARCA ed OLANDA. 

4. ALTRI ARGOMENTI IMPORTANTI 

1.     EUROMIL condanna fortemente le pratiche di bullismo, persecuzione e violenza di alcuni eserciti di qualche Stato che sfacciatamente violano i principi fondamentali dei diritti umani. EUROMIL ricorda che la posizione di comando comporta una chiara responsabilità del benessere dei subordinati. 

2.     EUROMIL propone di riflettere se il diritto e il dovere del militare di rifiutare di eseguire un ordine illegale, che potrebbe condurre ad un atto costituente un crimine di guerra o un crimine contro l’umanità, dovrebbe essere racchiuso separatamente in un paragrafo nella bozza di raccomandazione alla Commissione Ministeriale del Consiglio Europeo, per poter essere poi elaborato dal Gruppo dei Membri delle Forze Armate per i Diritti Umani. Il dovere dei militari di testimoniare in tribunale nei casi di crimini di guerra o crimini contro l’umanità, potrebbe essere incluso in quel paragrafo. 

3.  EUROMIL nota con soddisfazione l’avanzata coscienza dello stato della donna nelle Forze Armate in alcuni Stati Membro e raccomanda fortemente gli altri Stati a seguirne l’esempio.La persecuzione sessuale o la discriminazione nei prospetti di carriera in genere non sono accettabili. Ancora una volta EUROMIL ricorda che le posizioni di comando comportano una chiara responsabilità verso i subordinati, per quanto riguarda l’età, credi religiosi, razze ed orientamenti sessuali.