( TRADUZIONE )
Notiziario dell’Euromil
EUROMIL TODAY
EUROMIL: AZIONE CONCORDATA SULLA POLITICA SOCIALE VERSO I MILITARI
Una base legale per una politica sociale europea per i militari. Questo è uno degli obiettivi più importanti dell’EUROMIL. L’organizzazione centrale preparerà una serie di iniziative affinchè le istituzioni europee orientino la loro attenzione in questa direzione. Dal punto di vista dell’EUROMIL non è ammissibile che i militari siano esclusi dalla legislazione sociale e industriale europea.
Il comitato esecutivo ha deciso di chiedere al Parlamento Europeo di approntare una relazione su “La situazione dei diritti sociali per i militari nell’Unione Europea”. EUROMIL può fare affidamento sul sostegno di alcuni membri del Parlamento Europeo, tra cui l’autorevole ex Primo Ministro belga Leo Tindemans.
La relazione dovrà essere scritta sotto la responsabilità della Commissione del Lavoro e degli Affari sociali con la cooperazione del Comitato Affari Esteri, Sicurezza e Difesa.
I contatti con le Confederazioni Sindacali Europee (ETUC) sono promettenti. Nel Febbraio di quest’anno, infatti, EUROMIL e ETUC hanno siglato un accordo di cooperazione che porterà verso future iniziative comuni. Negli intenti dell’EUROMIL e dell’ETUC c’è l’organizzazione di diverse tavole rotonde e seminari per focalizzare l’attenzione di tutti sui comuni obiettivi, in particolar modo sui diritti civili di associazionismo. Secondo rappresentanti autorevoli dell’ETUC, “i militari sono impiegati statali che non dovrebbero essere esclusi dalla legislazione sociale e industriale europea” (vedi anche pag. 5)
Nel frattempo, l’interno della dirigenza dell’EUROMIL univa a se 26 associazioni di 19 paesi, rappresentando quasi 500.000 militari di tutti i ranghi (effettivi, arruolati, riservisti, ex militari) sotto una sola organizzazione.
EUROMIL è la sola federazione mondiale in questo campo. La struttura ampiamente rappresentativa ed europea si riflette anche nella sua composizione, il Comitato Esecutivo è costituito da: due danesi, un tedesco, un irlandese, un olandese, un ceco, uno sloveno, un ungherese ed un austriaco. Non c’è bisogno di aggiungere che tutti i gruppi sociali militari sono allo stesso modo rappresentati nel Comitato Esecutivo, che si rivolge al Presidio e all’organo decisionale dell’Assemblea Generale.
Il modello a cui tutte le associazioni nazionali fanno riferimento è a quel “cittadino in uniforme”, che deriva dalla filosofia dominante delle Forze Armate tedesche, della “leadership innata”. Questo modello descrive un cittadino responsabile, che, da una parte gioisce dei suoi diritti costituzionali democratici intensamente e responsabilmente, ma che dall’altra parte, accetta senza restrizioni i suoi obblighi professionali come un soldato, essendo preparato a proteggere anche i diritti umani con la sua vita, in caso di pericolo.
EUROMIL - PROMOZIONE DI UNA IMPORTANTE RISOLUZIONE
Il principale obiettivo della “Convenzione sulla sicurezza delle Nazioni Unite e del Personale Associato” (adottato dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 9 Dicembre 1994) è quello di ostacolare attacchi alle forze di pace delle Nazioni Unite e fornire assistenza legale quando questi attacchi si verificano. In precedenza le Nazioni Unite non avevano una tutela legale contro le torture e i sequestri durante le missioni O.N.U..
L’interesse primario dell’EUROMIL è di aumentare il numero di paesi che ratificano, accettano, approvano o accedono alla Convenzione. Questa entrerà in vigore per i primi 22 paesi che hanno depositato i loro atti di ratifica, accettazione, approvazione o accesso con il Segretario Generale dell’ONU. Attualmente sono stati depositati 22 atti. L’EUROMIL ha iniziato una larga campagna europea per promuoverne l’entrata in vigore. I Parlamenti sono stati informati e soci dell’EUROMIL sono stati attivati per sostenerla.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Sig. Kofi Annan, sostiene anch’egli l’EUROMIL nelle sue campagne a sostegno della Convenzione.
In una sua lettera personale indirizzata alla sede centrale dell’organizzazione scrive: “Apprezzo molto i vostri sforzi nel responsabilizzare la pubblica opinione internazionale sulle inadeguate protezioni del personale delle Nazioni Unite, soprattutto alla luce degli attacchi indiscriminati contro le Nazioni Unite ed il personale associato”.
EUROMIL - DIRITTO DI ASSOCIAZIONE PER DARE AI MILITARI DIRITTO DI PAROLA
Così come cambiano le missioni delle Forze Armate Europee, allo stesso modo nuove strutture sono state introdotte e le Forze Armate sono state sensibilmente ridotte, i problemi sociali dei militari europei e dei loro familiari sono al centro degli interessi dell’EUROMIL.
E’ possibile entro certi limiti mitigare ed influenzare questi problemi sociali a livello europeo.
EUROMIL cerca costantemente di introdurre e rafforzare il diritto di associazione per tutti i militari dei paesi membri. In particolare, non solo il Consiglio Europeo ed il Parlamento, ma anche membri dei parlamenti nazionali, che devono rafforzare il diritto di associazione per tutti i cittadini, compresi i militari. Efficienza, costituzionalità sono i requisiti necessari delle associazioni dei militari per formulare una politica sociale che sia favorevole ai militari.
In questo ambito, vale la pena sottolineare che, grazie alle attività dell’EUROMIL, la relazione annuale sul rispetto dei diritti umanitari nella Comunità Europea del 1995, redatta del Parlamento Europeo, contiene un paragrafo che tratta del diritto all’associazionismo del personale militare.
Citiamo: “Il Parlamento Europeo … sollecita ancora una volta gli Stati Membri, e tutti i paesi interessati ad unirsi, ad introdurre regole che riconoscano il diritto di associazione delle Forze Armate sia per gli arruolati sia per il personale regolarmente in servizio;
… sostiene l’attività di alcuni Stati Membri che hanno eletto rappresentanti speciali, il cui compito è di assicurare che i diritti umani siano rispettati nelle Forze Armate, e propone che sia dato mandato alla Ombudsman europea.
1998 è l’anno dei diritti umani. EUROMIL coglie quest’occasione per far riferimento specifico alla difesa dei diritti umani, in particolar modo dei militari.
Oltre che verso le istituzioni della Comunità Europea, EUROMIL rivolge la richiesta al diritto d’associazione per i militari in servizio anche al Consiglio Europeo. In quest’ambito, documento basilare per l’EUROMIL è la Carta Sociale Europea firmata a Torino nel1961 e revisionata nel 1996.
Questa Carta è uno dei testi fondamentali del Consigli Europeo, inserendo i diritti sociali ed economici così come i diritti politici e civili quali principi basilari per un’Europa democratica. Il Protocollo di denunzia collettiva, aggiunto nel 1995, consente, tra gli altri, anche al Servizio di Milzia Nazionale di sporgere querela. Un altro importante obiettivo raggiunto è stato la registrazione dell’EUROMIL nella lista delle organizzazioni non governative internazionali incaricate di presentare denunzie collettive. L’organizzazione militare centrale intende usare questo diritto nelle sue campagne per il diritto d’associazione dei militari effettivi.
EUROMIL - IL VOSTRO PARTNER
Uno degli argomenti principali della Conferenza Intergovernativa Europea di Amsterdam, è stato quello riguardante l’ulteriore sviluppo della Moneta Unica e della Politica di Sicurezza (CFSP). EUROMIL è consapevole che la creazione e la formazione di strutture di sicurezza europee hanno un influenza significativa sullo stato sociale dei militari europei e delle loro famiglie. Quindi, l’ufficio EUROMIL di Brussels ha il compito particolare e permanente di seguire con attenzione tutti gli sviluppi della politica estera di difesa che riguardano le istituzioni europee, anche nella NATO.
Un compito particolarmente importante proprio in previsione dell’espansione della Comunità Europea e dell’apertura della NATO a paesi del sud-est europeo.
EUROMIL - PARTNER D’ECCEZIONE DELL’ETUC
Nel reciproco riconoscimento della posizione speciale della Confederazione Sindacati Europei (ETUC), quale unica organizzazione rappresentativa nell’Unione Europea, e dell’importanza dell’organizzazione federale delle associazioni militari e dei sindacati in Europa, il Segretario Generale, Emilio Gabaglio, e il Presidente dell’EUROMIL, Jens Rotbøll, hanno firmato un importante accordo di collaborazione nel Febbraio 1998.
Nell’accordo, che è stato siglato negli uffici dell’EUROMIL a Brussels, si dice testualmente:
“In considerazione della reciproca conoscenza e stima, ETUC ed EUROMIL considerano il proseguimento e la formalizzazione delle loro relazioni di comune interesse per entrambe le parti. Questo è vero soprattutto in relazione agli interessi sociali dei militari e della difesa delle basi democratiche e dei diritti sociali dei cittadini in uniforme”.
Il settore di cooperazione è, come sopra citato, il diritto d’associazione nell’Unione Europea e l’intensificarsi dei contatti sindacali tra i membri dell’associazione dell’ETUC e delle associazioni militari con carattere sindacale. Altro elemento di cooperazione è l’osservazione degli effetti del cambiamento, nell’ambito delle Forze Armate, sul piano sociale, sulle prospettive di carriera sia dei militari in servizio che per quelli in pensione, e sugli effetti della politica di sicurezza europea, sia a livello nazionale che europeo.
Entrambe le parti manterranno, cooperando tra loro, un continuo scambio di informazioni e di pareri sugli obiettivi sopra indicati.
EUROMIL - IL TUO PARTNER IN EUROPA
EUROMIL è consapevole che la creazione di strutture di sicurezza europee ha una significativa influenza nello status sociale dei militari europei e dei loro familiari. Inoltre l’ufficio di EUROMIL a Brussels ha il particolare e costante compito di seguire attentamente tutti gli sviluppi di politica di difesa estera nelle Istituzioni Europee, nella NATO e nella OSCE.
Questo compito è particolarmente importante con riguardo all’allargamento dell’Unione Europea e l’apertura della NATO ai Paesi del est e del sud-est Europeo.
L’ufficio dell’EUROMIL a Brussels è in continuo contatto con le istituzioni Europee e del Consiglio d’Europa nelle capitali Europee. Esso mantiene intensi contatti con le Alleanze Europee di difesa e sicurezza.
POLITICA SOCIALE PER I MILITARI EUROPEI
Uno dei principali obiettivi dell’EUROMIL è l’applicazione di certi standard sociali e di sicurezza ai militari dell’Unione Europea. La direttiva Europea “sul miglioramento, sulla salute e sicurezza sul lavoro dei lavoratori” (89/391/f.e.c.) per esempio, rinvia agli stati membri la formulazione di eccezioni a questa direttiva per il personale militare. Sfortunatamente, alcuni stati membri l’hanno considerata come una possibilità per un’esclusione generale dagli obiettivi della direttiva.
EUROMIL lo considera invece un approccio sbagliato.
Secondo EUROMIL le eccezioni devono essere specifiche ed appropriate; una generale esclusione degli uomini in servizio, di questa direttiva è incompatibile con i principali obiettivi della stessa ovvero quelli di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori nei loro luoghi di lavoro.
Solamente recentemente, la Commissione Europea ha confermato l’interpretazione di EUROMIL.
EUROMIL inoltre richiama l’attenzione delle istituzioni Europee ed i governi Nazionali riguardo questi argomenti. Con riguardo particolare a quei paesi che hanno escluso i loro uomini in servizio dagli scopi delle direttive come per esempio Danimarca ed Irlanda.
MEMBRI DEL PARLAMENTO FRANCESE INTERESSATI AL DBWV
Il diritto di associazione per il personale in servizio attivo è stato il principale argomento di discussione durante un incontro tra il segretario generale e presidente dell’EUROMIL e il presidente del sindacato militare tedesco (DBWV) Bernhard Gertz. Due componenti della commissione difesa del Parlamento Francese, Mr. Charles Cova e Mr. Bernard Crosset hanno cercato di saperne di più riguardo alla pratica applicazione del diritto di associazione già in atto per la Germania e per altri paesi Europei. Si sono particolarmente interessati ai rapporti esistenti tra il sindacato ed il governo e il ministro della difesa della Germania. In Francia il diritto di associazione non è garantito agli uomini in servizio. Attualmente però le forze armate francesi sono state ristrutturate e trasformate in un esercito professionale.
Gertz ha concluso dopo l’incontro evidenziando che, dalla parte Tedesca si è avuto l’impressione che il diritto di associazione sia in discussione nell’ambito dei politici francesi. Ma la strada è ancora lunga prima che la popolazione francese si abitui all’idea del diritto di associazione per il personale militare. Si suppone che partiranno con piccoli passi.
L’incontro ha avuto luogo con l’iniziativa del ministro della difesa Francese Attaché Colonel (General Staff) Olivier Becdelièvre nei locali del sindacato militare tedesco in Berlino. Era presente anche un membro del gabinetto del ministro della difesa Francese, Mr. Jean Michel.
DIRITTI SOCIALI EUROPEI APPLICATI ANCHE AGLI UOMINI IN SERVIZIO
Le Forze Armate Tedesche devono consentire l’accesso alle donne a tutti gli impieghi militari. La legislazione Tedesca, che consente alle donne di essere reclutate solamente nei servizi medici e musicali, è contraria alle direttive Europee di parità di trattamento tra uomini e donne. Questo ha stabilito la Corte Europea del Lussemburgo nel suo giudizio sul caso di “Tania Kreil” (C - 285/98).
Tania Kreil proveniente dalla Germania, che è stata addestrata in elettronica, ha richiesto nel 1996 di prestare servizio nella manutenzione della guerra elettronica dell’esercito Tedesco Federale. La sua domanda è stata rigettata sulla base delle leggi Tedesche che impediscono alle donne l’impiego nei lavori che prevedono l’impiego delle armi.
La Corte sostiene nel suo giudizio che spetta agli stati membri prendere decisioni riguardo all’organizzazione delle loro Forze Armate. A ciò non consegue, comunque, che queste decisioni non siano escluse dal campo del diritto Comunitario. Le direttive che riguardano la parità di trattamento tra uomini e donne prevedono deroghe che escludono il suo campo di intervento per quelle attività, che per la loro natura o per il contesto con cui si attuano, in cui il sesso costituisce un fattore determinante. Comunque, queste deroghe devono essere fatte per casi eccezionali e definiti chiaramente, nel rispetto del principio di proporzionalità.
Tale esclusione delle donne militare si rivolge a quasi tutti gli impieghi militari dell’Esercito Tedesco e perciò non può essere considerata come una misura derogativa giustificata della specifica natura degli impieghi in questione, argomenta la Corte.
Il giudizio del caso Kreil si indirizza nella stessa direzione di un altro giudizio riguardante una donna soldato Britannica ed è di fondamentale importanza per l’EUROMIL.
Per la prima volta la Corte Europea di Giustizia sancisce che i diritti sociali della Comunità Europea si applicano ai lavoratori del servizio pubblico, pur consentendo specifiche deroghe.
Il punto di vista della Germania e degli altri Governi della Comunità Europea, cioè che il diritto Comunitario non sia in linea di principio alle questioni di difesa le quali fanno parte della politica di sicurezza estera e rimangono alla sfera di sovranità degli stati membri, è rigettata da questo giudizio.
Per EUROMIL questo significa può essere presentato un reclamo alla Corte Europea di Giustizia. In molti stati membri della Comunità Europea il personale in servizio è in linea di principio escluso dalle Direttive della Comunità Europea. In analogia con il caso Treil, questo può essere contrario al diritto Comunitario. Il Comitato Esecutivo di EUROMIL sta esaminando insieme con gli esperti giudiziari le condizioni, le prospettive per un ricorso alla Corte del Lussemburgo.