DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2006, n. 42

Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi.
 
 Vigente al: 13-5-2012  
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
  Visto l'articolo 1, commi 1, lettera d), 2, lettera o), e 46, della
legge 23 agosto 2004, n. 243; 
  Vista la legge 8 agosto 1995, n. 335; 
  Visto il decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180; 
  Visto il decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509; 
  Visto il decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103; 
  Visto l'articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388; 
  Visto il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali
7 febbraio 2003, n. 57; 
  Viste le preliminari  deliberazioni  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottate nelle riunioni del 5 ottobre 2005 e 24 novembre 2005; 
  Acquisito il parere delle competenti commissioni  permanenti  della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 19 gennaio 2006; 
  Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; 
 
                              E m a n a 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1. 
 Totalizzazione ai fini della pensione di vecchiaia e di anzianita' 
 
  1.  Ferme  restando  le  vigenti   disposizioni   in   materia   di
ricongiunzione dei periodi assicurativi, agli iscritti a due  o  piu'
forme di assicurazione  obbligatoria  per  invalidita',  vecchiaia  e
superstiti, alle forme sostitutive, esclusive  ed  esonerative  della
medesima, nonche'  alle  forme  pensionistiche  obbligatorie  gestite
dagli enti di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e 10
febbraio 1996, n. 103, che non siano  gia'  titolari  di  trattamento
pensionistico autonomo presso una delle predette  gestioni,  e'  data
facolta' di cumulare, i periodi assicurativi non  coincidenti  ((.  .
.)) al fine del conseguimento di  un'unica  pensione.  Tra  le  forme
assicurative obbligatorie di cui al periodo precedente sono  altresi'
ricomprese la gestione separata di  cui  all'articolo  2,  comma  26,
della legge 8 agosto 1995, n. 335, e il Fondo di previdenza del clero
e dei ministri di culto delle  confessioni  religiose  diverse  dalla
cattolica. ((3)) 
  2. La  facolta'  di  cui  al  comma  1  puo'  essere  esercitata  a
condizione che: 
    a) il soggetto interessato abbia compiuto  il  sessantacinquesimo
anno di eta' e possa far  valere  un'anzianita'  contributiva  almeno
pari a venti anni  ovvero,  indipendentemente  dall'eta'  anagrafica,
abbia accumulato un'anzianita' contributiva non inferiore a  quaranta
anni; 
    b) sussistano gli ulteriori requisiti, diversi da quelli di  eta'
ed anzianita' contributiva, previsti dai rispettivi  ordinamenti  per
l'accesso alla pensione di vecchiaia. 
  3. La totalizzazione e' ammessa a condizione che riguardi  tutti  e
per intero i periodi assicurativi di cui al comma 1. La richiesta  di
restituzione dei contributi, ove prevista, presentata successivamente
alla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto  legislativo,
preclude il diritto all'esercizio della facolta' di totalizzazione. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla
L. 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto (con l'art.  24,  comma  19)
che la modifica ha effetto dal 1° gennaio 2012. 
                               Art. 2.

 Totalizzazione ai fini della pensione di inabilita' e ai superstiti

  1. La facolta' di cui all'articolo 1, comma 1, puo' altresi' essere
esercitata,  per  la  liquidazione  dei trattamenti pensionistici per
inabilita'  assoluta  e  permanente  e  ai  superstiti  di assicurato
ancorche'  quest'ultimo  sia  deceduto  prima  di  aver  acquisito il
diritto a pensione.
  2.  Il diritto alla pensione di inabilita' e' conseguito in base ai
requisiti  di  assicurazione e di contribuzione richiesti nella forma
pensionistica  nella  quale  il lavoratore e' iscritto al verificarsi
dello  stato  invalidante.  Il  diritto  alla pensione ai superstiti,
esercitabile per i decessi avvenuti a decorrere dalla data di entrata
in  vigore del presente decreto legislativo, e' conseguito in base ai
requisiti  di  assicurazione e di contribuzione richiesti nella forma
pensionistica  nella  quale  il  dante  causa era iscritto al momento
della  morte.  Ai  fini  del  perfezionamento  dei predetti requisiti
rileva   la   sommatoria  dei  periodi  assicurativi  e  contributivi
risultanti presso le singole gestioni di cui al comma 1.
                               Art. 3.

                        Esercizio del diritto

  1.  La  totalizzazione  dei  periodi assicurativi e' conseguibile a
domanda  del  lavoratore  o  del  suo  avente  causa,  da presentarsi
all'ente gestore della forma assicurativa a cui da ultimo il medesimo
e', ovvero e' stato, iscritto. Tale ente promuove il procedimento.
  2.   La   domanda   di  ricongiunzione  dei  periodi  assicurativi,
perfezionata  mediante  accettazione  da  parte  dell'interessato, ai
sensi  delle vigenti disposizioni di legge, preclude il conseguimento
dei  trattamenti  pensionistici  da totalizzazione di cui al presente
decreto legislativo.
  3.  Per  i  casi  di  esercizio della facolta' di ricongiunzione da
parte  del  lavoratore,  titolare  di  piu' periodi assicurativi, che
consentono  l'accesso  alla  totalizzazione, la cui domanda sia stata
presentata  anteriormente alla data di entrata in vigore del presente
decreto  legislativo  e  il  cui  procedimento  non  sia stato ancora
concluso,   a   seguito   del  pagamento  integrale  delle  rate,  e'
consentito,   su   richiesta   dell'interessato,   il  recesso  e  la
restituzione   degli   importi  eventualmente  versati  a  titolo  di
ricongiunzione,  maggiorati degli interessi legali. Il recesso di cui
sopra  non  puo', comunque, essere esercitato oltre il termine di due
anni   dalla   data   di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto
legislativo.
                               Art. 4.

              Modalita' di liquidazione del trattamento

  1.  Le  gestioni  interessate,  ciascuna  per  la  parte di propria
competenza,  determinano  il  trattamento  pro  quota  in rapporto ai
rispettivi  periodi  di iscrizione maturati, secondo le regole di cui
al presente articolo.
  2.  La  misura  del  trattamento  a carico degli enti previdenziali
pubblici  e'  determinata  sulla  base  della disciplina prevista dal
decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, in materia di opzione per
la  liquidazione  del trattamento pensionistico esclusivamente con le
regole  del sistema contributivo. Le retribuzioni su cui e' calcolato
il   montante  sono  rivalutate  fino  alla  data  della  domanda  di
totalizzazione.
  3.  Per  gli  enti  previdenziali privatizzati ai sensi del decreto
legislativo  30 giugno  1994,  n.  509,  la misura del trattamento e'
determinata  con  le regole del sistema di calcolo contributivo sulla
base dei seguenti parametri:
    a) ai  fini  della  determinazione  del  montante contributivo si
considerano  i  contributi soggettivi versati dall'iscritto, entro il
tetto  reddituale,  ove  previsto, preso a riferimento per il calcolo
delle  prestazioni  secondo  i  rispettivi  ordinamenti, ivi compresi
quelli  versati  a titolo di riscatto. Restano escluse dal computo le
contribuzioni versate a titolo integrativo e di solidarieta';
    b) il  tasso  annuo di capitalizzazione dei contributi e' pari al
90  per  cento della media quinquennale del tasso di rendimento netto
del  patrimonio  investito  con riferimento al quinquennio precedente
l'anno  da rivalutare. E' comunque garantito un tasso minimo annuo di
capitalizzazione   pari  all'1,5  per  cento.  Qualora  il  tasso  di
capitalizzazione     risulti    superiore    a    quello    derivante
dall'applicazione  della  variazione  media quinquennale del prodotto
interno  lordo  (PIL)  di  cui  all'articolo  1, comma 9, della legge
8 agosto  1995,  n.  335,  si applica quest'ultimo. Per le annualita'
antecedenti   la   privatizzazione   di  ciascun  ente  il  tasso  di
capitalizzazione e' pari alla variazione media quinquennale del PIL;
    c) l'importo della pensione annua e' determinato moltiplicando il
montante  individuale di cui alle lettere a) e b) per il coefficiente
di  trasformazione  relativo  all'eta'  del  soggetto  al momento del
pensionamento,   ottenuto   sulla  base  delle  ipotesi  demografiche
sottostanti  la  tabella A allegata alla legge 8 agosto 1995, n. 335,
come periodicamente aggiornata;
    d) la  quota di pensione annua determinata sulla base dei criteri
di  cui  alle  lettere  a),  b) e c), viene maggiorata in proporzione
all'anzianita'   contributiva  maturata  presso  l'ente  categoriale,
applicando la relazione matematica di cui all'allegato 1.
  4. I parametri di cui alle lettere a), b) e c) del comma 3, nonche'
la   formula  di  calcolo  di  cui  all'allegato  1,  possono  essere
modificati,  senza  nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, e
armonizzati in caso di sostanziali modifiche, deliberate dagli enti e
approvate  dai  Ministeri  vigilanti,  dei  sistemi previdenziali dei
singoli  enti  che comportino l'introduzione per la generalita' degli
iscritti di diversi sistemi di calcolo delle prestazioni.
  5. In deroga a quanto previsto ai commi 3 e 4, qualora il requisito
contributivo  maturato  nella  gestione  pensionistica  sia  uguale o
superiore  a quello minimo richiesto per il conseguimento del diritto
alla  pensione  di vecchiaia, si applica, per il periodo contributivo
relativo  a  tale  gestione,  il  sistema  di  calcolo della pensione
previsto dall'ordinamento della gestione medesima.
  6.  La  misura  del  trattamento  a carico degli enti previdenziali
privati costituiti ai sensi del decreto legislativo 10 febbraio 1996,
n.  103,  e'  determinata  secondo  il sistema di calcolo vigente nei
rispettivi ordinamenti.
  7.  Le  quote  di  pensione  relative  alle  posizioni assicurative
costituite  nelle  singole gestioni previdenziali sono poste a carico
delle  gestioni  interessate  e sono reversibili ai superstiti con le
modalita'  e  nei limiti previsti da ogni singola gestione. I periodi
di  iscrizione  nelle  varie  gestioni  si  convertono, ai fini della
totalizzazione,  nell'unita'  temporale prevista da ciascuna gestione
sulla base dei seguenti parametri:
    a) sei giorni equivalgono ad una settimana e viceversa;
    b) ventisei giorni equivalgono ad un mese e viceversa;
    c) settantotto giorni equivalgono ad un trimestre e viceversa;
    d) trecentododici giorni equivalgono ad un anno e viceversa.
  8.  Gli aumenti a titolo di rivalutazione automatica delle pensioni
sono  liquidati con riferimento al trattamento unico complessivamente
considerato,  sulla  base  delle  disposizioni  di legge vigenti, con
onere a carico delle gestioni interessate.
                               Art. 5.

                      Pagamento dei trattamenti

  1.  L'onere  dei  trattamenti  e'  a carico delle singole gestioni,
ciascuna in relazione alla propria quota.
  2.  Il  pagamento degli importi liquidati dalle singole gestioni e'
effettuato  dall'INPS,  che stipula con gli enti interessati apposite
convenzioni.
  3. ((Ai trattamenti pensionistici derivanti dalla totalizzazione si
applicano   le   medesime   decorrenze  previste  per  i  trattamenti
pensionistici  dei  lavoratori  autonomi  iscritti  all'assicurazione
generale   obbligatoria   per   l'invalidita',   la  vecchiaia  ed  i
superstiti. In caso di pensione ai superstiti la pensione decorre dal
primo giorno del mese successivo a quello di decesso del dante causa.
In  caso  di  pensione  di  inabilita'  la pensione decorre dal primo
giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di
pensione in regime di totalizzazione)). ((2))
---------------
AGGIORNAMENTO (2)
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
L.  30  luglio  2010, n. 122 ha disposto (con l'art. 12, comma 3) che
"Le   disposizioni   di  cui  al  presente  comma  si  applicano  con
riferimento  ai  soggetti  che  maturano  i  requisiti  di accesso al
pensionamento, a seguito di totalizzazione, a decorrere dal 1 gennaio
2011"
                               Art. 6.

Ricongiunzione  per  gli  iscritti  agli enti costituiti ai sensi del
            decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103

  1.  Per  gli  enti  costituiti  ai  sensi  del  decreto legislativo
10 febbraio   1996,   n.   103,   l'istituto   della  ricongiunzione,
disciplinato  dalla  legge  5 marzo  1990,  n. 45, opera nel rispetto
delle  prescrizioni  in  essa  indicate, con esclusione dell'onere di
versamento  della  riserva  matematica  a  carico  del richiedente la
ricongiunzione,  in  quanto  incompatibile  con il sistema di calcolo
delle prestazioni secondo il metodo contributivo.
                               Art. 7.

                            Norme finali

  1.  La  facolta'  di  totalizzazione  di  cui  al  presente decreto
legislativo si applica a decorrere dal 1° gennaio 2006.
  2.  L'articolo  71  della  legge  23 dicembre  2000,  n. 388, ed il
relativo regolamento di attuazione, adottato con decreto del Ministro
del  lavoro  delle  politiche  sociali,  di  concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, 7 febbraio 2003, n. 57, sono abrogati.
  3.  La  disciplina  abrogata  dal  comma  2 rimane in vigore per le
domande presentate prima della data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, se piu' favorevole.
  4. Sono fatte salve le altre norme vigenti in materia di cumulo dei
periodi assicurativi.
                               Art. 8.

                      Disposizioni finanziarie

  1.   All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente  decreto,
valutato  in 186 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2006, si
provvede,  quanto  a  160 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
2006,  a  valere dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 11,
comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  2 dicembre 2005, n. 248, e, quanto a 26
milioni  di  euro annui a decorrere dall'anno 2006, mediante utilizzo
delle  risorse  rinvenienti dalla soppressione dell'articolo 71 della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, disposta dall'articolo 7, comma 2. Si
applica  la  clausola di salvaguardia di cui al predetto articolo 11,
comma 1, del decreto-legge n. 203 del 2005.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 2 febbraio 2006

                               CIAMPI

                                  Berlusconi,      Presidente     del
                                  Consiglio dei Ministri
                                  Maroni, Ministro del lavoro e delle
                                  politiche sociali
                                  Tremonti, Ministro del-l'economia e
                                  delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli
Allegato 1 (articolo 4, comma 3, lettera d)) 
 
Formula per il calcolo della quota di pensione da totalizzazione  per
                 gli enti previdenziali privatizzati 
 
 
                1 A - 1 - a 
Ptot = P0 * ( ------ ) + P1 * ( ----------- ) 
              A - a A - a 
 
dove: 
    Ptot= Quota di pensione da totalizzazione per gli enti 
previdenziali privatizzati 
    P 0= Trattamento previdenziale da totalizzazione calcolato con il 
metodo vigente nell'ente previdenziale 
    P 1= Trattamento previdenziale da totalizzazione calcolato con il 
metodo di cui alle lettere a), b), c) dell'art. 4, comma 3 
    A= Anzianita' di iscrizione richiesta  da  ciascun  ente  per  il
diritto a pensione di vecchiaia, comunque pari a quindici anni 
qualora non prevista 
    a= Anzianita' contributiva maturata presso l'ente