
ALLOGGI
DIFESA : “LEGGE E ORDINE”
(POSSIBILMENTE CON I REGOLAMENTI)
ALL’OMBRA DEI PELORITANI
Lettera aperta ai comandanti:
Gen. Franco PETTI
Ex Comandante del
COMANDO MILITARE AUTONOMO DELLA SICILIA
90100 – PALERMO - FAX 091-2193231
Gen. ALTOMARE
Vice Comandante
COMANDO MILITARE AUTONOMO DELLA SICILIA
90100 - PALERMO – FAX 091-2193231
La notizia era ( e
rimane ) allarmante:
una, due, cento famiglie, e si stà
ancora procedendo, stanno vivendo, in
Sicilia, uno stato d’angoscia.
La Procura Militare della
Repubblica presso il Tribunale Militare
di Palermo ha iniziato e stà inviando
“invito per la presentazione di persona
sottoposta ad indagini” per il reato di
“DISOBBEDIENZA AGGRAVATA” (Art. 47 n. 2
e 173 CPMP), perché “ometteva di
obbedire all’ordine attinente al
servizio ed alla disciplina di lasciare
libero”....omissis invitando a
presentarsi in qualità di persona
sottoposta alle indagini per i predetti
reati…con l’assistenza di un avvocato….e
così via.
Fin qui la notizia.
In definitiva gli utenti che
alla scadenza del titolo (fine degli
otto anni per gli AST) avevano ricevuto
negli anni passati, in quantitativi
industriali, la comunicazione di
scadenza del periodo di durata,
specialmente a partire dal 2005, in
coincidenza con la nota circolare Bosi,
diramata all’indomani del varo della
Legge 326 (lo sciagurato tentativo poi
fallito di cartolarizzare parte del
patrimonio e di sfrattare
contemporaneamente migliaia di utenti),
sono stati trascinati in procedimenti
aventi, a parere della Procura Militare
di Palermo, rilevanza penale,
LEGGE
Per quanto riguarda l’azione penale
CASADIRITTO è fiducioso e spera che al
termine dei necessari accertamenti che
la Procura ha ritenuto di porre in
essere, tutto sarà chiarito ed è per
questo che è stata espressa tutta la
fiducia circa la conclusione a cui
riterranno di arrivare i giudici
militari.
Siamo stati i primi, in ogni caso, ad
esprimere tutta la nostra solidarietà
alle famiglie degli utenti interessati,
ORDINE
Altro discorso riguarda il Comando
Militare Autonomo della Sicilia.
Conosciamo, crediamo, il Regolamento
recante norme per gli alloggi di
servizio delle Forze Armate (Decreto n.
88 del 23 gennaio 2004).
Al Comando CASADIRITTO, con tutto il
rispetto che si deve, pone dei quesiti
con una premessa:
CASADIRITTO ha partecipato a suo tempo,
in maniera fattiva alla proposizione di
quello che sarebbe diventato un
caposaldo fondamentale del pacchetto
legislativo che si riassume nei testi di
Legge 537 e 724 per quella parte che
riguarda la situazione degli utenti nel
momento della perdita del titolo
concessorio. Ed è per questo che ci
permettiamo queste osservazioni:
1^ osservazione:
L’allora Comandante del Comando Autonomo
della Sicilia (siamo nel 2004),
nell’inviare agli utenti
la prevista lettera per il rilascio
dell’alloggio, perché non si è attenuto
alla modulistica indicata nel
Regolamento per i casi previsti
dall’art. 18?
Infatti è stata omessa la parola:
“Avviso”. Nel corpo della lettera è
stata introdotta la frase: “Le
revoco” assolutamente non
contemplata nel modello a riferimento (Mod
I).
Se poi si vuole sostenere che all’epoca
l’ultimo Regolamento non era in vigore,
ebbene anche nel precedente DM n. 253
del 16 gennaio 1997 (allegato N) il
discorso non cambia.
2^ osservazione:
Lo stesso Comando Autonomo della
Sicilia, nell’inviare (maggio 2007) la
solita lettera ad un utente, ricorre
ancora nello stesso “inconveniente” (?),
cioè non evidenzia la parola “avviso”
e ricorre all’introduzione, non prevista
dal Regolamento, della frase: “Le
revoco” . Con una clamorosa
dimenticanza. Non informa l’utente, che
peraltro si vede indicare un termine
perentorio di scadenza per lasciare
l’alloggio, come si suol dire “da
persone e cose”. Ma non gli viene
comunicato che è in atto un blocco degli
sfratti (o come lo volete chiamare)
deliberato dal Parlamento, fatto proprio
dal Sottosegretario per la Difesa Ing.
Emidio CASULA, impartito dal Signor
Ministro della Difesa agli Stati
Maggiori e da questi, l’ordine diramato
ai Comandi anche quelli Autonomi.
Chi, se non il Comando che scrive
all’utente, come in questo caso D
E V E comunicare che esiste un
blocco degli sfratti? E, se per ipotesi,
la dimenticanza potrebbe essere opera di
collaboratori, ciò deve indurre tutti ad
aumentare la sorveglianza, poiché come i
fatti dimostrano, non c’è posto per
pressappochismo ed approssimazioni.
Questo è un obbligo. Lo esige anche il
buonsenso, il rispetto degli utenti e le
loro famiglie e anche CASADIRITTO che:
del blocco degli sfratti ne ha fatto
una precondizione nella prospettiva del
rinnovo del patrimonio abitativo. E
poi,
Perché sono stati redatti due testi,
quanto meno “non conformi” a quanto
previsto e indicato in calce ai
Regolamenti presi in esame? Non per
sminuire il lavoro enorme e faticoso, ma
nel caso di specie c’era e c’è solo da
riempire i puntini di sospensione
indicati nel modello da impiegare.
Il Regolamento “deve” essere di tutti.
Dei Comandi e degli utenti. Lo
scrupoloso rispetto delle regole è la
base iniziale e la precondizione di ogni
reciproco rispetto e convivenza,
specialmente nel nostro ambiente che
vede, nelle Leggi e Regolamenti le
motivazioni della propria fatica
quotidiana CASADIRITTO, che nel rispetto
delle Leggi e normative e per la loro
innovazione in positivo, vede la propria
ragione di esistere, è particolarmente
sensibile al tema.
Le “macedonie” di comportamenti che si
stanno verificando con troppa frequenza
, ci preoccupano,
Si rischia di avvelenare i pozzi,
creando inutili contrapposizioni
artificiose.
Abbiamo buoni motivi per immaginare che
un corretto uso degli strumenti previsti
(in questo caso le comunicazioni a norma
dell’art. 18 del Regolamento) avrebbe
aiutato la Procura di Palermo ad una
visione altra dell’insieme dei
procedimenti in esame, Sono in ballo le
angosce e le preoccupazioni di centinaia
di persone. E poi.
Perché non comunicare l’esistenza di un
blocco di sfratti, vigente dal novembre
2006, che a parte tutto è un grande
risultato ottenuto da CASADIRITTO, nella
ragionevole prospettiva di una rapida
approvazione del DDL 599 ? (vendita
diretta degli alloggi Difesa-utenti e
rinnovo del patrimonio abitativo)
attualmente in discussione al Senato.
Ringraziamo tutti gli utenti Siciliani
che in questi giorni telefonano e
scrivono a CASADIRITTO,
In particolare alle mogli di quei
Sottufficiali e Ufficiali che
liberamente si confidano e trovano a chi
esternare le loro preoccupazioni. Sono
schiacciate, le famiglie, tra la paura
di uscire dalla loro casa ed il terrore
di una qualche conclusione negativa
della faccenda.
La “disobbedienza aggravata”, no.
Proprio non se l’aspettavano!!!!
Agli utenti Siciliani, che risultano
essere oggetto, unici in tutta Italia di
questa iniziativa, vada tutta la nostra
solidarietà e vicinanza.
CASADIRITTO, il Coordinatore e tutte le
famiglie degli utenti degli alloggi
della Difesa attendono con aspettativa
di interesse le risposte che sicuramente
i Comandanti in indirizzo vorranno e
sapranno dare-
Saper riconoscere errori umani in buona
fede o manchevolezze di collaboratori
fino ad allora affidabili, sarebbe un
buon segnale.
Roma, 18
giugno 2007
Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale di CASADIRITTO