Aeronautica militare,  Concorsi

Lettera aperta di un VFP 4° Corso

Egregio Maresciallo Rullo,

sono un ex aviere scelto facente parte del 4° corso vfp1 A.M. o meglio 1° blocco 2006, ormai conosciuto come blocco congedato nel bel mezzo dell’iter concorsuale per il reclutamento a VFP4. Mi rivolgo a Lei perché ho potuto constatare nel sito dell’Associazione assodipro.org la sua viva sensibilità e vicinanza alle problematiche del personale, anche di quello di truppa troppo spesso dimenticato dagli alti vertici. E’ stato l’unico a scrivere della nostra surreale situazione e di questo la ringrazio.

La mia vuole essere una lettera aperta con l’intenzione di dare voce al mio ( e credo anche di tutti i miei pari corso) forte disappunto per il modo con il quale siamo stati congedati (ma il termine “cacciati” forse renderebbe meglio l’idea) dall’Aeronautica Militare. E’ passato quasi un mese dal congedo ed il nostro caso sembra ormai già archiviato.

La revoca del concorso appare ambigua e la motivazione ufficiosa, visto che una ufficiale pare non esserci, è la mancanza di fondi per il nostro reclutamento. Sembra impossibile che lo stato bandisca un concorso senza prima effettuare un controllo preventivo delle proprie possibilità finanziarie. E ancora più strano è il constatare che nella manovra finanziaria del 2007 si parli “solo” di un taglio del 15% della spesa militare e che l’Aeronautica è in forte carenza di volontari di truppa. Perciò appare incredibile ed incomprensibile la mossa dello Stato Maggiore dell’Aeronautica di revocare i concorsi vfp1 e vfp4, anziché al massimo ridurne i posti.

Solo un anno fa siamo partiti con l’entusiasmo tipico di noi giovani, pronti a calarci in una realtà alla maggior parte di noi sconosciuta. Orgogliosi dell’aquilotto sulla nostra divisa fiammante che ci faceva sentire un po’ più maturi, un po’ più importanti. Un occasione di riscatto per alcuni, un trampolino di lancio per altri. Un’unica cosa ci accomunava:la passione e l’orgoglio di far parte dell’arma celeste. A distanza di un anno questa divisa che portavamo con fierezza ci viene strappata con forza e senza il minimo tatto. Abbiamo fatto sacrifici, abbiamo studiato e in questo breve ma intenso anno siamo cresciuti. Come persona e come animo.

L’Aeronautica ci ha dato tanto ma in fin dei conti anche noi, semplici avieri scelti ci sentiamo di aver dato la nostra piccola ma preziosa parte. In Piemonte e in Sicilia, in Sardegna come nel resto d’Italia, abbiamo fatto parte di un progetto che ora non vogliamo abbandonare. E per questo non chiedevamo poi forse troppo. Solo un po’ di chiarezza, un briciolo di rispetto. Invece come personaggi danteschi sino all’ultimo siamo stati lasciati sul limbo, a chiederci che ne sarebbe stato di noi. Precari in uniforme, per questo snobbati dall’opinione pubblica, obbligati da militari veri a mandar giù il boccone amaro della sconfitta. Eppure noi eravamo sempre là, nelle nostre garitte sino alla fine, a continuare ad onorare quell’arma che noi abbiamo sposato per un anno ma che in fin dei conti da mariti innamorati e fedeli non avremmo mai voluto tradire. Siamo stati professionisti come lo Stato ha voluto dalla sospensione del servizio di leva, ed oggi,nonostante aver passato il duro scoglio dei test culturali, ci ritroviamo sulla strada con un laconico “ci dispiace” e con una valigia di sogni e speranze da svuotare.

Ci aspettavamo almeno una rafferma in attesa di tempi migliori, come in passato era già accaduto. Invece non è arrivata neppure questa. Uno scarno telegramma, invece, la mattina stessa del 5 marzo 2007 ha sancito il nostro congedo e la revoca del concorso (tra l’altro di dubbia legittimità visto che si tratta di un concorso interforze).

E come se tutto questo non bastasse, negli ultimi giorni è arrivato anche l’ennesimo schiaffo : bando di concorso per il reclutamento di 21 marescialli! Ma come??

L’Aeronautica non è la forza armata dal forte sovrannumero di marescialli e carenza di personale di truppa?? E la tanto decantata assenza di fondi dov’è andata a finire??

L’unica cosa che ci rimane caro Maresciallo Rullo è lottare. In tutte le sedi. Non chineremo il capo ma bensì faremo di tutto affinché la revoca venga cancellata e l’iter concorsuale si concluda. Poi andrà come andrà, ma saremo consapevoli di aver dato tutto e di non esserci tirati indietro. Perché noi ci crediamo in quel che facciamo e non permetteremo a nessun presunto taglio finanziario o capriccio di qualche alto gerarca di calpestare i nostri diritti e soprattutto il nostro sogno, che, con tutto rispetto per la Marina o l’Esercito, è solo l’AERONAUTICA MILITARE.

Spero di non averLe rubato troppo tempo e anche sapendo che questa mia lettera avrà forse il valore di un sasso lanciato in mezzo all’oceano, La ringrazio sentitamente, unitamente ad Assodipro, per l’attenzione riservatami.

Cordiali saluti
Un ex Aviere Scelto

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