Salute

Uso dell’Uranio in Bosnia e Kosovo

Associazione Solidarietà Diritto e Progresso
http://www.assodipro.org
Via Savona n. 6 – 00182 ROMA

L’Associazione Solidarietà Diritto e Progresso che da oltre un decennio tutela i diritti costituzionali del personale militare e si batte per la costituzione del sindacato nelle FF.AA., condanna sia la pervicace reticenza del Governo sull’uso dell’uranio impoverito in BOSNIA che il colpevole ritardo con cui sono state emanate le regole di prevenzione nelle zone di operazioni nel KOSOVO, prevenzione che a tutt’oggi non ha ancora sottoposto a visite di controllo tutto il personale rientrato da queste zone di operazioni.

Pertanto ritiene opportuno che si costituisca una Commissione d’inchiesta del Ministero della Sanità, escludendone rigorosamente i medici militari, per avviare in tempi brevissimi, un’indagine conoscitiva tendente a verificare quanti casi di patologie tumorali, indebolimento del sistema immunitario ed infezioni herpes roster sono stati riscontrati tra il personale militare di età al di sotto dei 40 anni impiegato in missioni dal 1993 ad oggi nei BALCANI.

Una comparazione percentuale con altro personale militare, sempre al di sotto della stessa soglia di età, che non ha preso parte a queste operazioni, fornirà, senza ombra di dubbio, uno spaccato definitivo e veritiero sull’incidenza dell’uranio impoverito relativamente all’insorgenza delle patologie tumorali.

Questa indagine dovrà servire per porre fine al balletto di comunicati grotteschi, strumentalizzazioni politiche e personali che sino ad ora hanno caratterizzato questa vicenda senza tenere in debito conto la salute del personale militare.

La nostra Associazione aveva denunciato, già alla fine di luglio di quest’anno nel documento “sulla condizione del personale militare” inviato alla Commissione Difesa della Camera, i rischi che correva il nostro contingente inviato in KOSOVO, comparando questi rischi a quanto è accaduto al contingente americano e alla popolazione Irakena dopo la guerra del Golfo.

Purtroppo anche noi non eravamo in possesso di dati che potessero confermare l’uso di proiettili all’uranio impoverito anche in SOMALIA e in BOSNIA. Ne siamo venuti a conoscenza nel modo piu’ semplice e sconcertante: navigando semplicemente nel sito internet delle Forze Armate Americane che, ammettendo l’uso di sistemi d’arma con uranio impoverito in SOMALIA, BOSNIA e KOSOVO ne illustrano la pericolosità partendo dall’immagazzinamento alle capacità distruttive e mettendo in guardia il personale militare sui rischi connessi all’esposizione, dettando rigide regole di prevenzione. Regole che sono, purtroppo mancate ai nostri contingenti, altrimenti qualche decesso poteva essere evitato.

Attualmente siamo venuti a conoscenza, oltre a qualche caso di tumore conclamato, che parecchi reduci da queste missioni, a circa un anno dal loro rientro, non sono stati sottoposti a nessun tipo di controllo e suppliscono a questa grave carenza provvedendo privatamente alle analisi e agli accertamenti periodici. Ovviamente, sino a quando a questi colleghi non gli saranno riconosciute le patologie ascrivibili a cause di servizio, non siamo autorizzati a fare nessun nome, ma a cose concluse tutti usciranno allo scoperto per denunciare pubblicamente carenze, omissioni e superficialità con cui sono stati mandati allo sbaraglio.

Pertanto, lanciamo un appello a tutti coloro che hanno partecipato a missioni nei luoghi sopracitati di mettersi in contatto con la nostra

Sede dell’Assodipro di Udine, delegata a segure il caso, via Tiberio Deciani, 10
– 33100 Udine

– FAX 0432 21112
– e-mail: asdpfvg@tin.it

Udine 29/12/2000

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